Agognate, assemblea pubblica semideserta

Quindici intervenuti, 6 giornalisti, 2 fotografi, un assessore, due funzionari comunali e il sindaco: tutta qui l’assemblea pubblica sulla variante urbanistica di Agognate che si è tenuta oggi pomeriggio, mercoledì, a Ipazia.

«Certo, se si indice tre giorni, non la si pubblicizza e la si tiene in un orario di lavoro è evidente l’intento di volere meno gente possibile» hanno commentato Fabio Tomei e Riberto De Rosa, esponenti di due associazioni ambientaliste. E infatti c’erano solo i rappresentanti di Carp piuttosto che di ViviNovara, Italia Nostra e Legambiente e altri ancora.

«Ma forse si vede che questo tema non interessa poi così tanto i cittadini come credete voi» ha ribattuto il sindaco Alessandro Canelli.

A parte qualche battibecco e qualche affermazione decisa («Superato il limite della decenza», «Protervia e arroganza del potere» si è sentito dire) l’incontro è scivolato via senza troppe polemiche.

In realtà, non è emerso nulla di nuovo: Giovanni Gramegna, Fabio Tomei e Roberto De Rosa hanno illustrato le motivazioni per cui la variante di Agognate, necessaria per consentire un insediamento di logistica per l’e-commercio di 200 mila mq, non andava approvata. Le motivazioni sono le solite che sono state ampiamente spiegate in tutti questi anni in cui si è parlato di Agognate, prima per un insediamento da un milione mq, poi di 600 e infine di 200. Ovvero questioni di tipo tecnico (come il mancato rispetto di piani sovraordinati), legato ai problemi di inquinamento, e quindi di pericolo per la salute, di consumo del suolo, di valutazione del plusvalore errata. «Insomma, è una scelta sbagliata, non c’è interesse pubblico, ma solo del privato e si perdono 6 milioni di plusvalore» ha spiegato Gramegna.

Accompagnato dall’assessore Elisabetta Franzoni, il sindaco Canelli ha risposto punto per punto (citando il lavoro degli uffici comunali quando si è trattato di questioni tecniche) e soprattutto ha tenuto a sottolineare come «quel piccolo insediamento, ben lontano dal consumo del territorio previsto in origine, va inquadrato in un più ampio disegno di sviluppo della città, che prevede la riqualificazione di diverse aree e che vede l’università come primo motore. Ma bisogna pensare non solo ai ricercatori o agli impiegati, ma anche a chi ha prospettive di lavoro medio-basse».

Alla fine Canelli ha avuto anche i ringraziamenti, quando ha annunciato che il verbale dell’assemblea pubblica verrà portata il 17 dicembre all’interno della seconda Conferenza di copianificazione.

Foto di Maurizio Tosi

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