Asili, da tre Ipab a un’unica Fondazione

Poco meno di 500 bambini – 478 per la precisione – distribuiti nei quattro plessi (Negroni di via Giulietti, Negroni di via De Pagave, San Lorenzo e Ricca); 22 dipendenti diretti a cui va aggiunto il personale delle cooperative appaltatrici dei servizi educativi al nido di via Giulietti e per una parte del servizio mensa.

È una realtà rilevante quella delle scuole delle ex Ipab del Comune di Novara. Non solo per la storia centenaria ma anche per l’attualità “certificata” dai numeri consistenti dell’utenza e della struttura.

Una realtà che è avviata ad una profonda trasformazione: dopo una gestazione lunga almeno un decennio, si è arrivati all’ultimo miglio di un percorso al termine della quale non ci saranno più i tre ex Istituti di Beneficienza e Assistenza, ma una unica fondazione di diritto privato che gestirà le tre scuole.

Un percorso che è giunto al suo snodo decisivo un po’ in sordina (Tg Novara ha acceso i riflettori sull’intera vicenda circa un mese fa – leggi qui e del quale si è discusso per la prima volta questa mattina, lunedì, nella sede istituzionale opportuna, cioè la terza commissione consiliare.

L’Opera Pia Negroni di largo De Pagave

Le tappe del cammino già percorso e di quello che resta da percorrere sono state riassunte dall’assessore all’istruzione Valentina Graziosi e dal dirigente del servizio, Paolo Cortese. Ma le informazioni più interessanti sono venute dagli stessi ex presidenti delle Ipab, presenti ai lavori. «È stato utilizzato – ha spiegato parlando a nome di tutti Roberta Angelè, presidente dell’Opera Pia Negroni (a sinistra nella foto) – lo strumento della fusione per incorporazione. L’ente più grande per dimensioni e fatturato (la Negroni, appunto – ndr) ha assorbito le altre due. Oggi esiste di fatto una unica Ipab che ha presentato alla Regione il piano per la trasformazione in Fondazione di diritto privato».

Ma quali caratteristiche avrà la nuova Fondazione? Lo hanno chiesto con insistenza i consiglieri del Partito Democratico (con gli interventi di Allegra, Ballarè e del capogruppo Pirovano) e del Movimento 5 Stelle (Iacopino). Ma anche dalla maggioranza sono stati richiesti, in particolare da Valter Mattiuz di Forza Novara, diversi chiarimenti

Angelè ha spiegato che la nuova Fondazione manterrà gli stessi attuali dipendenti, con la stabilizzazione per coloro che oggi sono assunti con contratti precari. Per tutti – fatta eccezione per alcune unità di personale per le quali viene applicato il contratto degli enti locali – varrà la disciplina contrattuale della Fism, la Federazione delle scuole materne che raggruppa principalmente le scuole che fanno capo ad istituti religiosi. La Fondazione avrà un consiglio di amministrazione unico per i componenti del quale è previsto un gettone di presenza, mentre una vera e propria retribuzione è prevista per il presidente del Cda, oltre che per il direttore amministrativo.

Il piano economico finanziario presentato in Regione traguarda il 2023, con l’obiettivo di arrivare ad una piena autonomia economica: la Fondazione dovrà stare in piedi con le proprie gambe.

«Il business plan – ha detto ancora Angelè – prevede che gradualmente, a partire dall’anno scolastico 2020-21, il contributo oggi assicurato dal Comune vada riducendosi, per arrivare nel 2023 ad un risparmio di 150.000 euro l’anno».

Proprio sul concetto di “risparmio” si sono appuntate le osservazioni della minoranza. Pirovano ha sottolineato come a suo parere non sia opportuno che il Comune faccia cassa su questo genere di servizi. «Perché non destinare le risorse non più necessarie per le Ipab alle altre scuole paritarie che operano in città con altrettanto impegno?»

Una richiesta sentita, come confermava la folta delegazione di responsabili di varie scuole paritarie cittadine presente alla seduta.

Una domanda a cui l’amministrazione si è impegnata a rispondere an che a partire da una possibile nuova seduta della III commissione prossimamente convocata a questo scopo.

Intanto la rivoluzione delle Ipab va avanti. E non è escluso che già per il prossimo anno scolastico il soggetto titolare delle tre storiche scuole sia già la nuova fondazione.

Ettore Colli Vignarelli

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