Augusto Ferrari: «Azzerare la classe dirigente per un nuovo Pd»

Arriva da Augusto Ferrari (nella foto grande), assessore regionale uscente ma che non ce l’ha fatta a ritornare in consiglio regionale, un’analisi spietata della debacle del Pd e di Sergio Chiamparino in Piemonte e , in particolare, a Novara, dove Alberto Cirio ha doppiato il candidato presidente del centrosinistra.

«Esiste un problema strutturale – attacca Ferrari – C’è un’area di consenso del ceto medio-popolare che non guarda più alle nostre politiche, Credo che lo slogan coniato sul fatto che il Pd sia il partito della Ztl, intendendo come un partito che trovi consenso nei ceti alti, quelli dei centri storici, fotografi abbastanza bene la realtà. Abbiamo perso da anni il contatto con questo tipo di società, che si è rivolta altrove».

«L’attuale classe dirigente – affonda – non è preparata né culturalmente né politicamente per gestire questa crisi. Zingaretti? Credo che sia capace di fermare la deriva degli ultimi tempi, ma non di svoltare. Ci vuole un ricambio totale, arrivo a dire una rifondazione del Pd per un partito che sia capace di dialogare con il ceto medio-popolare che determina l’assetto politico del paese».

Sulla stessa falsariga anche Domenico Rossi, che è riuscito a riconfermarsi consigliere regionale: « Ritengo che la profonda crisi del centrosinistra e più in generale delle forze progressiste in Italia e non solo, debba essere utilizzata per fare un ragionamento serio su come tornare a coinvolgere di nuovo le persone, per immaginare insieme quale proposta elaborare per convincerle che le parole del futuro sono solidarietà, inclusione e rispetto per l’ambiente e non il risentimento verso l’altro. Anche il Pd deve trasformare questa sconfitta in una opportunità di rigenerazione».

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