Boccia: «Le infrastrutture nodo cruciale»

E’ iniziata nella fantascienza, l’assemblea di Confindustria Novara Vercelli Valsesia ed è finita con le ‘ricette’ del presidente nazionale, Vincenzo Boccia, perché quella fantascienza diventi realtà.

Era fantascienza, infatti un breve filmato introduttivo ambientato in un futuro prossimo venturo in cui l’Italia era stata l’artefice della riscossa dell’Europa, un Paese dove la disoccupazione era sconosciuta, l’industria era a livelli mondiali, un Paese tra i più invidiati nel mondo.

«Stavamo sognando – ha poi spiegato nel suo intervento Gianni Filippa – Ci accontenteremmo, infatti, di molto meno di quanto abbiamo visto nel filmato… Una cosa, però, è certa: abbiamo le capacità e le competenze per fare tutto questo. Dobbiamo solo essere messi nelle condizioni di poterle esprimere al meglio».

Tra i tanti motivi che possono rendere competitivo il Paese, l’assemblea di Cnvv ha posto l’accento sul tema delle infrastrutture. Filippa ha portato alcuni esempi: «Vi sembra una cosa normale che di realizzare la pedemontana tra Biella e Romagnano Sesia si parli, se non sbaglio, dal 1965? O che per andare da Novara ad Arona si possa impiegare anche un’ora e mezza, da Novara a Vercelli un’ora? Potrei continuare, citando la circonvallazione di Romagnano, ancora incompleta dopo decenni di annunci».

Per Vincenzo Boccia, inoltre, le infrastrutture «servono a ridurre le diseguaglianze, avvicinando le periferie, sono un’idea di società».

Eppure con tanti gap che le imprese italiane scontano nei confronti dei concorrenti stranieri, «siamo la prima agricoltura d’Europa, la seconda manifattura e siamo secondo per attrattività turistica internazionale» ha sottolineato Marco Fortis, vice presidente di Fondazione Edison.

Perché? «Perché siamo bravi» ha semplicemente sostenuto Filippa. Lasciando intendere cosa potrebbe essere l’industria italiana se fosse messa nelle condizioni di gareggiare ad armi apri co i concorrenti.

Dal canto suo Vincenzo Boccia ha sostenuto che «il combinato disposto delle  Olimpiadi assegnate a Milano Cortina, del via libera ai bandi per la Tav e lo sblocca-cantieri rappresentano un’importante iniezione di fiducia. Certo, per quel che riguarda la Tav, è necessario che venga realizzata secondo il progetto originario. Che non si parli di mini-Tav».

Per Boccia occorrerà in autunno «una manovra che guardi all’economia reale, il che significa più occupazione e più inclusione dei giovani. E ovviamente occorre non subire la procedura d’infrazione. Non dobbiamo utilizzare l’Europa come alibi per non fare le riforme e affrontare i nostri problemi. Le parole d’ordine: meno debito, meno deficit,  più crescita».

 

Non è mancata, da parte dle presidente nazionale di Confindustria, l’analisi sui rapporti con il governo giallo-verde: «Abbiamo vissuto tre fasi. Un primo momento molto delicato; un secondo, dopo la manifestazione a dicembre di Torino, di confronto, con risultati in parte positivi (decreto crescita, sblocca cantieri). E ora siamo nella terza fase, quella molto difficile rappresentata dal cmabio in corsa delle regole per l’Ilva o la revisione unilaterale delle concessioni autostradali».

Foto di Maurizio Tosi

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