Cadono calcinacci al ‘Nervi’, tragedia sfiorata

Cadono i calcinacci sulla cattedra e sui banchi vicini di un istituto superiore di Novara e solo il caso (e la didattica a distanza) ha impedito che si consumasse una tragedia.

E’ accaduto questa mattina, verso le 9, al ‘Nervi’, dove si è staccato un grosso pezzo di intonaco che è piombato sulla cattedra, sfiorando il docente. In aula, per fortuna, c’era solo uno studente, mentre gli altri erano tutti in dad.

La Provincia, competente per gli istituti superiori, ha subito dato il via a una serie di verifiche: il ‘Nervi’ ha 470 alunni, in gran parte presenti. E’ possibile che, in attesa dei risultati delle verifiche, l scuola possa chiudere in tutto o in parte.

Il consigliere provinciale delegato all’Edilizia scolastica Andrea Crivelli ha dichiarato che «quanto accaduto, fatto imprevedibile e rispetto al quale ci siamo comunque immediatamente attivati, ci rammarica in quanto l’amministrazione si è, con i fatti, dimostrata particolarmente attenta nella programmazione degli interventi di manutenzione degli edifici scolastici di nostra competenza, investendo numerose risorse. Proprio quest’anno siamo tra l’altro intervenuti proprio su alcuni controsoffitti e intonaci in un’aula al quarto piano del ‘Nervi’».

Sulla vicenda è intervenuto anche il consigliere regionale Pd Domenico Rossi: «La pandemia potrebbe aver creato un equivoco: i problemi della scuola non nascono e finiscono con la discussione sulle lezioni in presenza o in DAD. Non basta tornare in aula, come non bastava andarci prima del Covid per avere una scuola sicura, prima ancora che di qualità. Il Covid ha solo peggiorato tutti i punti di criticità. Non appena ci distogliamo dai problemi posti dal virus tornano a galla quelli enormi che lo hanno preceduto, a partire da quello della sicurezza che, purtroppo non è l’unico.

Questa mattina al Nervi è “andata bene”, perché nessuno è rimasto colpito dal crollo. Ma non possiamo continuare a immaginare di mandare a scuola i nostri ragazzi e il personale pregando che non crolli un pezzo di scuola.

Dobbiamo esigere che il Next Generation EU sia lo strumento utile almeno per mettere mano seriamente ai problemi dell’edilizia scolastica. Per gli altri problemi serve pensiero, immaginazione, desiderio e un forte investimento da parte di ciascuno di noi sull’unico strumento che è garanzia di uguaglianza, democrazie e prosperità di un paese.

Con Fondazione Benvenuti in Italia da anni lavoriamo per aumentare cultura e consapevolezza su questi temi e per collaborare concretamente alla messa in sicurezza delle nostre scuole anche attraverso il Fondo Vito Scafidi».

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