Canelli via Facebook difende il Regolamento di polizia urbana

In vacanza in Spagna, il sindaco Alessandro Canelli interviene con una ‘diretta’ facebook’ in cui difende il Regolamento di polizia urbana: «In tutte le principali città esistono regolamenti simili al nostro, anche nello specifico delle norme che sono state contestate. Il comune senso del pudore, per esempio, è citato a Padova; il divieto di vendere bevande in bottiglie di vetro c’è a Modena. Insomma, si è voluto, da parte di commentatori e giornali, sollevare il caso dove caso non c’è. Biciclette? Sappiamo che c’è carenza di stalli e quindi non deve farsela rubare, ma ci sono situazioni in cui la scarsa attenzione dei ciclisti ostruisce marciapiedi e impedisce il passaggio. Da parte nostra andremo a mettere più rastrelliere. E in ogni caso ci metteremo buon senso».

«Per quel che riguarda la vendita di bevande in bottigliette – ha detto ancora Canelli – va detto che c’erano già ordinanze simili. Ora regolamentiamo situazioni che derivano da proteste di cittadini, contro assembramenti di gente con bottiglie di vetro. Per esempio in stazione. La nostra intenzione è quella di rendere la città più decorosa, vogliamo che i cittadini la considerino come casa loro. Abiti succinti? E’ una notizia falsa, non siamo bacchettoni e non ci viene certo in mente di vietare minigonne e short, vogliamo solo poter intervenire in alcuni casi limite che si sono verificati».

C’è poi un apertura, nelle parole del sindaco: «Comunque non è un vangelo, se poi ci renderemo conto che una norma è troppo invasiva o genera equivoci, la andremo a cambiare».

Nel frattempo, interviene anche il gruppo consiliare 5 Stelle (che si è astenuto al momento della votazione): «La Giunta a guida Canelli ha azzardato l’ennesima carta sulla sicurezza per distogliere l’attenzione da questioni importanti come: inquinamento, traffico, strade e marciapiedi deteriorati, sporcizia, verde pubblico trascurato, commercio di vicinato in crisi, nessuna misura per migliorare la qualità della vita del cittadino, trasporto pubblico al limite della decenza, iniziative per i giovani e la grave situazione delle case popolari.

Questa volta l’arma di distrazione di massa non ha funzionato, anzi… al contrario un numero impressionante di novaresi ha criticato aspramente un regolamento eccessivamente restrittivo che ha portato Novara all’attenzione dei media nazionali con un ritorno di immagine non certo positivo per la nostra città».

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