Caos Coccia, delibera d’indirizzo o commissariamento del Cda?

Ennesima commissione consiliare, questa mattina, mercoledì, su quel che succede alla Fondazione Teatro Coccia. Questa volta si è parlato delle linee di indirizzo, quelle linee che il consiglio comunale dovrebbe dare a un ente che viene considerato come strumentale per la concretizzazione della politica culturale del Comune.

A leggere le quattro pagine (illustrate dall’assessore Emilio Iodice, che più volte ha ricordato come fosse tutto ancora in discussione, anche se venerdì l’apposita delibera verrà presentata in consiglio comunale…) si ha in realtà l’impressione di una serie di dettagli obblighi che spetterebbero al Cda.

Non per nulla l’opposizione targata Pd (ma anche i 5Stelle) ha più volte sottolineato come «si pretende di sostituire il consiglio comunale al consiglio d’amministrazione».

Molto pesante Sara Paladini, rivolta alla giunta: «E’ da più di un anno che vi sollecitiamo a intervenire sul Coccia e non siete stati capaci a fare nulla. Avete atteso l’intervento della Prefettura per avere un nuovo Cda e ora volete scaricare le vostre responsabilità sui consiglieri comunali, che non hanno certo competenze specifiche. E allora che ci sta a fare il Cda? Che ci sta a fare la direttrice?».

Concetti ripresi da Paola Vigotti (M5S) che ha aggiunto «l’impossibilità per noi consiglieri di decidere su documenti che neppure abbiamo letto. Del famoso intervento della Corte dei conti abbiamo solo letto sui giornali. Volete semplicemente che, dopo la Prefettura, anche il consiglio comunale vi tolga le castagne dal fuoco».

Ma si tratta di linee di indirizzo o di lista della spesa, come ha sostenuto Andrea Ballarè (Pd)? Una disquisizione non da poco: «E’ un commissariamento di fatto del Cda, si entra nei dettagli operativi e tecnici, si esorbitano i compiti di un consiglio comunale e si esautora il Cda. La giunta scarica su altri un problema che ha creato lei stessa» ha dichiarato l’ex sindaco.

Valter Mattiuz

L’attuale sindaco Alessandro Canelli ha difeso la delibera, pur accogliendo un suggerimento di Sara Paladini per meglio delineare le questioni inerenti al Fondo di finanziamento ministeriale: «Dare linee di indirizzo è un atto dovuto per legge e spetta al consiglio comunale. Mi pare che chi ha amministrato per cinque anni oggi abbia paura della due diligence che il nuovo Cda sta facendo, per cercare di capire qual è esattamente la situazione economico-finanziaria. E’ uno schema di base che servirà al nuovo Cda, altro che commissariarlo».

Milù Allegra (Pd) è intervenuta per suggerire «ai consiglieri di maggioranza di stare molto attenti a cosa approveranno venerdì», in una votazione che Rossano Pirovano (Pd) ha chiesto che si facesse per appello nominale.

Che anche nella maggioranza non tutti fossero convinti di quella delibera è apparso chiaro con l’intervento di Valter Mattiuz. Il rappresentante di Forza Novara non poteva, ovviamente, chiedere espressamente il ritiro della delibera e un suo riesame, ma l’ha fatto capire molto chiaramente: «Le delibere di indirizzo sono sempre un tema molto delicato, soprattutto quando vi sono competenze di un Cda. E’ stato detto dall’assessore Iodice che si sarebbero tenuti in conto i suggerimenti delle minoranze e allora lo si faccia. Del resto, la documentazione che è arrivata dal Coccia è sempre stata incompleta, a partire dalla relazione semestrale di cui non si vista traccia. Venerdì ci deve essere chiarezza».

Una posizione che è stata avallata, seppur in forma anonima, da altri esponenti della maggioranza, ma che difficilmente farà breccia.

Per meglio far comprendere al lettore di cosa si sta parlando, ecco solo uno stralcio di quello che indica la delibera:

  • vanno riscontrate le condizioni, la struttura e gli impieghi del debito a lungo termine attivato nel 2014, anche per esaminarne le possibilità di rinegoziazione
  • necessita analizzare nel dettaglio i contratti di fitto/concessione attivi, per verificarne i contenuti, la effettiva remuneratività e le modalità di assegnazione (affidamenti diretti o sub-affidamenti), anche al fine di una loro rinegoziazione/revisione. Per quanto concerne il complesso monumentale del Broletto dovrà essere verificato il rispetto delle prescrizioni contenute nell’atto di dotazione
  • va analizzato l’andamento delle stagioni teatrali con la puntuale analisi dei costi e dei ricavi in relazione agli spettacoli proposti, anche al fine di fornire un adeguato supporto decisionale per il futuro, con l’analisi delle eventuali coproduzioni e dei contratti attivati.
  • Il piano di valorizzazione, oltre alla parte economico/finanziaria e patrimoniale, dovrà prevedere le linee direttrici di sviluppo della valorizzazione dei beni e servizi affidati nonché delle stagioni artistiche, avendo cura di individuare soluzioni tali da consentire la più ampia partecipazione di pubblico. Per far ciò occorrerà definire delle stagioni che permettano di attrarre spettatori, con spettacoli di richiamo e popolari, privilegiando i generi e le opere più conosciute ed apprezzate, rafforzando anche la prosa.
    Occorrerà inoltre operare per realizzare coproduzioni e per ottimizzare/condividere i costi delle orchestre e del personale artistico e delle attività accessorie (ad esempio sartoria, scenografie, attrezzeria), con collaborazioni con altri teatri e/o offrendo prestazioni di servizi esterni. In sostanza occorrerà privilegiare, almeno per i primi anni e fino al consolidamento del riequilibrio, le esigenze relative alle entrate ed alla copertura dei costi, rispetto alla pur meritevole ricerca ed alla divulgazione dei generi meno
    conosciuti od apprezzati dal pubblico, come quelli di nicchia. Nel caso di programmazione di tali spettacoli, questi dovranno essere affiancati da iniziative tali da attirare pubblico (presenza di personaggi di richiamo, iniziative collaterali, attività presso le scuole).
  • l’attenta valorizzazione del brand “Teatro Coccia”, anche attraverso la tecnologie dell’informazione e della comunicazione e dei social network;
  •  il piano di comunicazione e marketing;
  • la riattivazione delle attività legate al fundraising ed all’art bonus, dopo la rilevante diminuzione dell’ultimo periodo;
  • l’attivazione (o la riattivazione) ed il rafforzamento di convenzioni, accordi e finanziamenti con la regione Piemonte ed il Ministero per i Beni Culturali e gli altri soggetti istituzionali;
  • la partecipazione ai bandi ed alle iniziative europee, declinando le possibilità;
  • le sinergie possibili con le restanti attività culturali del Comune e con le altre Fondazioni od enti controllate dal Comune in tale settore (Fondazione Castello, Civico Istituto Musicale Brera) anche in vista dell’ottimizzazione delle attività nonchè della razionalizzazione e/o integrazione delle stesse Fondazioni/soggetti;
  • le ulteriori sinergie rinvenibili nella collaborazione con le altre realtà culturali del territorio, nel solco delle iniziative già avviate dal Comune di Novara con la “Convenzione tra Comune di Novara, Fondazione Coccia, Fondazione Castello, Fondazione Faraggiana, Fondazione Nuovo Teatro Faraggiana, Upo Dipartimento Economia per la realizzazione di progetti ed iniziative culturali condivise” , in corso di perfezionamento, e le attività correlate
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