Caos Coccia, l’asse Manfredda-Bonisoli spiazza il Comune

La richiesta di aiuto inviata dalla presidente della Fondazione Coccia Carmen Manfredda al ministro della cultura Alberto Bonisoli ha già portato a un primo risultato: il ministro ha affermato che interverrà per riportare ordine nel caos che da mesi contraddistingue la gestione del principale teatro novarese.

Nel frattempo, il gruppo consiliare del Movimento5Stelle (il partito del ministro), ovvero Paola Vigotti, Mario Iacopino, Cristina Macarro , ha firmato un comunicato con il quale approva l’intervento di Bonisoli come « arbiter super partes nell’esclusivo interesse della Fondazione, del Teatro e della città di Novara».

« Non è nostro compito indagare sulle responsabilità, toccherà all’autorità giudiziaria – si legge ancora nel comunicato, firmato anche da Giorgio Bertola, candidato presidente M5S Piemonte e da Francesca Frediani, vicepresidente Commissione regionale cultura- Ci appelliamo a tutte le parti in causa affinché ognuna, con senso di responsabilità, contribuisca a risolvere questa situazione di paralisi che rischia di provocare un ridimensionamento delle risorse della Fondazione e delle attività del Teatro Coccia».

Per i 5Stelle il nodo cruciale è il nuovo statuto, che da mesi è in attesa di registrazione: un atto che, per il gruppo pentastellato, appare illegittimo.

L’asse Manfredda-Bonisoli ha segnato un punto a favore della presidente del Cda: il commissariamento (la soluzione preferita dal sindaco Alessandro Canelli) appare più lontano, lo scontro tra Carmen Manfredda e l’amministrazione si fa sempre più aspro e a rimetterci è solo il Teatro Coccia, che, come ammesso da tutte le parti in causa, sta correndo seri rischi. Al di là di responsabilità varie (sulle quali le posizioni sono diverse), è il futuro del Coccia che interessa, un futuro nerissimo.

Nella foto, il ministro Bonisoli con il sindaco Canelli

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