Caos Coccia, se ne è parlato (inutilmente) in consiglio comunale

Nel consiglio comunale di oggi, giovedì, si sono discusse alcune interrogazioni presentate dal Pd sul tema Coccia. In realtà, non è emerso praticamente nulla di nuovo dalle risposte dell’assessore alla cultura Emilio Iodice, che ha riferito quanto gli uffici avevano preparato.

Così Sara Paladini, consigliera del Pd che sulle vicende del Coccia ha lavorato a lungo, ha avuto buon gioco nel dirsi “non soddisfatta”.

Perché si è scelto un notaio milanese, pagando un supercompenso? Perché era particolarmente esperto in tema di fondazioni.

Perché non è ancora stato presentato in Prefettura il nuovo statuto, approvato dal consiglio comunale il 24 luglio? Perché si è aspettata la elazione della Corte dei conti, arrivata a dicembre, che dava il suo ok. Eppure, ha sostenuto Paladini, a luglio era stato garantito che non ci sarebbero stati rischi di illegittimità: e allora perché aspettare? E comunque, da dicembre a metà febbraio è trascorso un altro mese e mezzo…

Lo stesso dicasi per la nuova convenzione.

Alla fine, Paladini ha contestato l’amministrazione perché «se non fosse stato per il Pd voi non vi sareste neppure accorti che la relazione del Cda del Coccia non era mai arrivata, nonostante fosse prevista dallo Statuto; o che i revisori dei conti, nominati solo ora, erano scaduti da tempo. Magari potreste dirci grazie…».

Ma della drammatica situazione della Fondazione Teatro Coccia si tornerà a parlare: anche il Moviumento5Stelle (che il nuovo statuto non aveva approvato) a sua volta ha depositato diverse interrogazioni che prima o poi andranno discusse.

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