Caso Coccia, Pd all’attacco del sindaco Canelli

La vicenda della Fondazione Coccia, con le dimissioni di quattro dei cinque membri del Cda in aperto contrasto con la presidente, Carmen Manfredda, è utilizzata dal Pd per un attacco al sindaco Alessandro Canelli, accusato di aver dimostrato “ancora una volta le sue ormai attestate scarse qualità di amministratore”.

Quali colpe specifiche abbia Canelli in questa vicenda non lo dice il Pd e in effetti ha la responsabilità di aver “costruito” il Cda e aver scelto la presidente: ma se poi il Cda si spacca e magari qualcuno delude le aspettative, che colpa può avere? Ha la colpa di aver condiviso il percorso che ha portato a far dimettere Renata Rapetti, senza che sia mai arrivato un perché ufficiale. Avrà colpe se non riesce a sistemare le cose, a rimettere in piedi un Cda ben amalgamato, ma la scelta del direttore non spetta a lui.

A voler ben guardare, la responsabilità prima è di chi (la precedente amministrazione) ha voluto uno statuto in cui il direttore generale ricopre le due figure, quella dl gestore-amministratore e quella del direttore artistico. E’ stato questo il cuneo nell’attacco a Rapetti e sfruttando questa norma si è favorito l’allontanamento. Un errore strategico molto grave.

Nel comunicato del Pd c’è un passaggio che merita di essere sottolineato, là dove afferma che “la presidente Manfredda, nella sua azione energica, sta solo dando seguito ai criteri approvati da una commissione esterna”. Un’appassionata difesa di Carmen Manfredda (abbondantemente in grado di tutelarsi da sola) che si basa su presupposti inesistenti: l’Avviso esplorativo precisava senza mezzi termini che non si sarebbe creata nessuna graduatoria e che il Cda rimaneva libero di scegliere chiunque volesse.

Nella foto, Canelli con Renata Rapetti

Love
Haha
Wow
Sad
Angry

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here