Caso corsi di nuoto, fratelli Fontaneto da parti opposte

L’assessore allo sport del Comune di Novara, Federico Perugini, è improvvisamente diventato uno dei politici più intervistati dai media nazionali: altro che Salvini o Di Maio! Merito (si fa per dire…) della vicenda del corso di nuovo per migranti che è stato vietato dall’amministrazione comunale.

Il fatto, in sé, poteva chiudersi sulla spiegazione ufficiale del Comune: alla piscina del Terdoppio i corsi sono stati concessi in esclusiva alla scuola nuoto comunale.

Apparentemente, dunque, una spiegazione c’è: che fossero stranieri (come in questo caso) o italiani, per poter seguire un corso dovevano iscriversi alla scuola nuoto. Con costi decisamente superiori, ma tant’è: le regole sono queste.

Ma, un po’ il pregiudizio nei confronti dell’amministrazione (leghista e Fdi) un po’ le sparate su Facebook del capogruppo del Carroccio Matteo Marnati, il caso è diventato politico e ad attirare l’attenzione dei media nazionali è stata proprio l’equazione Lega+immigrati=razzismo. E così Perugini si è trovato a dover sostenere interviste con tv e siti on line di gran parte d’Italia.

E pensare che c’è anche un fatto curioso: il presidente del Csi di Novara Claudio Fontaneto, nella foto, (il Csi è l’organizzazione sportiva che ha fatto da tramite con la coop Pollicino che gestisce quei migranti) è il fratello di quel Marco Fontaneto che è il segretario cittadino della Lega. Uno scontro in famiglia…

Già nel 2015 il Csi, sempre attraverso Claudio Fontaneto aveva denunciato il fatto che in alcune palestre di Novara era stato negato l’accesso ai migranti.

La parola “scontro” non è piaciuta a Marco Fontaneto, che contesta l’uso improprio del termine: «Vanno usate le parole giuste, non c’è alcuno scontro in atto con mio fratello»

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