Caso-Iacopino, interviene l’assessore Paganini

Sul caso-Iacopino, il capogruppo delM5S in consiglio comunale a Novara che in un post su Facebook ha definito Salvini ‘infame’ (e non solo), interviene anche l’assessore comunale Mario Paganini. Lo fa con il consueto garbo ma, come scrive lui, le parole sono pietre…

Ecco cosa dichiara Paganini:

«La politica deve ritrovare una sua dimensione storica e, soprattutto, culturale. Le parole sono importanti, sono pietre, sono armi, ma è ancora vero quello che Heidegger sosteneva diversi anni fa: riusciamo a pensare limitatamente alle parole di cui disponiamo, perché non siamo capaci ad avere pensieri a cui non corrisponda una parola.

Le parole non sono solo strumenti per poter esprimere il pensiero, al contrario sono condizioni per poter pensare. Non è un caso se la povertà della comunicazione nelle scienza cognitiva è chiamata ipocognizione. Perciò i limiti del nostro linguaggio sono i limiti del nostro mondo. Negli anni ‘50 Levy scoprì che i tahitiani avevano le parole per indicare il dolore fisico ma non quello psichico. Non possedevano il concetto di dolore spirituale e quindi, quando lo provavano, non erano in grado di identificarlo. La conseguenza di questa incapacità nei casi di sofferenze intense era il suicidio.

Poi se qualcuno volesse approfondire la “socialità” del termine, oltre a tante sentenze o atti processuali, potrebbe andarsi a leggere un libro del 1983, scritto da tale Patrizio Peci e dal titolo “Io l’infame” così da sapere di cosa parlasse e da quale periodo usciva, allora, l’Italia.

Quindi stiamo molto attenti, tutti, alle parole che usiamo quando ci sentiamo (nessuno escluso) “leoni da tastiera”, espressione che peraltro ha un’assonanza tale che dovrebbe ricordarci non certo un duopolio olandese ma, di sicuro, i paesi bassi!»

Love
Haha
Wow
Sad
Angry

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here