Chiesti dal pm 5 anni per Massimo Giordano

Sette ore è durata oggi (mercoldì) la requisitoria del pm Nicola Serianni al processo per episodi di  corruzione e concussione  con 18 imputati: al termine, l’accusa ha chiesto la condanna a 5 anni per l’ex sindaco di Novara ed ex assessore regionale Massimo Giordano e complessivamente quasi 24 anni per gli undici imputati ritenuti colpevoli. Al netto delle prescrizioni, sei sono state le richieste di assoluzione.

Il processo era iniziato di fatto nel giugno del 2016 e dopo che la prescrizione aveva cancellato una serie di reati, alla fine sono rimasti quattro gli episodi rimasti in piedi, tutti distinti l’uno dall’altro con la sola figura di Massimo Giordano come elemento comune.

Massimo Giordano

CASO BAR COCCIA – Giordano era accusato di concussione per aver indotto l’allora comandante dei vigili, Paolo Cortese, a evitare di sanzionare il bar Coccia (di cui era assiduo cliente, con tutto il gruppo di amici e sodali politici) per le reiterate violazioni di ordinanze comunali e prescrizioni sugli orari e la musica. Lo stesso Paolo Cortese è imputato di abuso d’ufficio (anche dopo la fine dell’era Giordano aveva continuato a riservare un trattamento preferenziale per il locale) : per lui il pm chiesto un anno e mezzo. Per il concorso in abuso d’ufficio, la richiesta per Mario Berti (il gestore del bar) è stata di due anni, ma è stata chiesta l’assoluzione per il concorso nella concussione. Prescrizione per l’allora assessore al commercio Gerardo Murante e per la funzionaria comunale Almanda Tritto.

Il pm Nicola Serianni

CASO NORD OVEST – Il capo d’imputazione (corruzione) riguarda la nascita del quotidiano Nord Ovest, un giornale che doveva sostenere le ambizioni politiche di Giordano; suo sodale Giuseppe Cortese, per il quale l’accusa ha chiesto 4 anni e mezzo; per cinque imprenditori che avevano aderito al progetto, secondo l’accusa, per ottenere immediatamente o in un ipotetico futuro dall’allora assessore regionale, il pm ha chiesto la condanna: 3 anni e mezzo per Andrea Giacomini, 2 anni e 8 mesi per Lorenzo Fragola, un anno per Nicola Michele D’Adamo, 8 mesi per Giovanni Previde Prato e Lorenzo Beretta. L’assoluzione è stata chiesta per Isabela Arnoldi, all’epoca dei fatti braccio destro di Giordano in Regione e per altri tre imprenditori, Pietro Previde Prato, Filippo Polidoro e Dario Marchetti.

CASO FONDAZIONE NOVARA SVILUPPO – L’unico accusato di questo capitolo è Massimo Giordano (tentata concussione): per l’accusa avrebbe tentato di indurre un funzionario regionale (Giuseppe Benedetto) a riaprire un bando per far ottenere un finanziamento alla Fondazione Novara Sviluppo.

Mario Berti

CASO AL.CO.TRA. DIMEDIA – Di corruzione sono accusati oltre che Giordano, anche Francesco Amodei (del gruppo editoriale Dimedia) e Isabella Arnoldi: per Amodei sono sati chiesti 2 anni, per Arnoldi un anno e 2 mesi. Assoluzione per Riccardo Lanzo, allora socio nello studio legale di Massimo Giordano e ora neo consigliere regionale. Per l’accusa, Amodei avrebbe cercato di ottenere tramite Giordano il via libera regionale per un progetto (Al.Co.Tra.) editoriale: in cambio, il suo gruppo avrebbe firmato una convenzione per assistenza legale con lo studio di Giordano.

Da domani incominceranno a parlare i difensori, fino al 16 luglio quando interverranno i legali di Massimo Giordano, gli avvocati Fabrizio Cardinali e Paolo Marchioni.

Nel frattempo è emerso che la Procura di Novara ha chiesto il rinvio a giudizio di Mario Berti per bancarotta in relazione al fallimento della società che gestiva, tra gli altri, proprio il bar Coccia: si parla di quasi un milione di euro distratti.

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