Cim, pentastellati all’attacco del sindaco Canelli

Il gruppo consiliare di Novara del Movimento5Stelle, con l’on. Davide Crippa e il consigliere regionale Gianpaolo Andrissi interviene con un comunicato stampa in relazione alla notizia che il Comune va a vendere le proprie quote del Cim e rilancia alcune questioni (la messa in sicurezza del territorio dell’area interessata, oggetto anche di un esposto alla Procura della Repubblica e la richiesta da parte del Comitato per Pernate affinché il Comune attui, prima della vendita delle azioni, lo stralcio al Prg per restituire alla destinazione agricola i terreni interessati).

«ll sindaco di Novara – affermano i pentastellati – avrebbe risposto tramite stampa a queste richieste con dichiarazioni che, nel caso fossero confermate, non possono che creare perplessità.

Secondo Canelli infatti la perizia richiesta dalla Procura avrebbe stabilito che la costruzione del Cim non avrebbe nessuna correlazione con le inondazioni del Terdoppio e che far tornare quei terreni agricoli non sarebbe facile da un punto di vista procedurale e richiederebbe l’unanimità tra i proprietari: secondo un’indagine del 2014 lo vorrebbe solo una minoranza, e l’amministrazione non potrebbe imporre agli altri una declassificazione dei loro terreni. Un’azione del genere esporrebbe quindi l’amministrazione a ricorsi.

Riguardo al primo punto, sarebbe utile a nostro avviso ricordare al sindaco che secondo la perizia si prospetterebbe un potenziale abuso da parte di Cim. Abbiamo depositato in Comune un’interrogazione con la quale chiediamo se, alla luce di questa notizia, siano partite istruttorie in merito o si ha intenzione di avviarne.

Riguardo la seconda dichiarazione del sindaco di Novara aggiungiamo che nel 2004, con una variante al piano regolatore, detti terreni vennero classificati come “area di espansione Cim” e quindi soggetti a potenziale esproprio per pubblica utilità. Questo comportò due conseguenze:

1) i terreni divennero “ostaggio” del Cim (nessuno acquisterebbe un terreno su cui incombe la minaccia concreta di esproprio, ne’ si può edificare su di esso);

2) i proprietari si ritrovarono a pagare l’Imu 10/12 volte più alta rispetto ad un terreno agricolo (da quest’anno il Comune ha ridotto le aliquote ed ora la differenza è di circa 6/7 volte).

Ma nel frattempo il Cim ha visto uno sviluppo diverso da quello previsto inizialmente e ora giustamente i cittadini chiedono che i loro terreni tornino agricoli e vengano insomma “liberati”.

Con quale criterio Canelli avrebbe liquidato come “minoranza” i circa 40 proprietari che nel 2014 risposero affermativamente all’indagine esplorativa sulla conversione dei terreni? A distanza di 4 anni è probabile che il numero dei favorevoli sia aumentato, visto che più passa il tempo e meno probabilità ci sono che la situazione si sblocchi.

Da quando vige il principio della maggioranza? Non stiamo parlando di una assemblea condominiale!

E perché piuttosto non variare la destinazione d’uso solo dei terreni di chi ne fa richiesta?

Molti Comuni si stanno orientando verso una diminuzione dei terreni edificabili, i Prg dei comuni italiani sono spesso superati da uno sviluppo che ha preso una direzione diversa da quella che era stata ipotizzata 20 e più anni fa; il problema del consumo di suolo va affrontato anche così, andando incontro a richieste come quella del Comitato per Pernate».

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