Città della salute, è la volta buona?

“Fusse che fusse la vorta bbona” recitava Nino Manfredi e forse la volta buona per il nuovo ospedale di Novara è arrivata davvero, con la calendarizzazione in commissione della ormai famosa legge (quella con la quale la Regione garantisce la copertura dei costi) approvata dalla giunta regionale.

Un passaggio obbligato, senza il quale la legge non avrebbe potuto essere portata in consiglio regionale per l’approvazione definitiva, un passaggio sollecitato a più riprese dai consiglieri dem, in particolare da Mimmo Rossi e sul quale c’era stata più di un’incertezza da parte della maggioranza di centrodestra.

Non è il caso di parlare di vincitori e vinti, di padri o patrigni della nuova legge: se il contributo del Pd è stato importante, altrettanto lo è stato quello del sindaco di Novara Alessandro Canelli, che si è battuto con i colleghi di partito (la Lega) per superare scogli imprevisti.

Alla fine, Canelli evita ogni polemica: «L’iter prosegue come ci era stato assicurato dal Governatore Cirio e dall’assessore regionale alla sanità Icardi. La calendarizzazione di lunedì in commissione è il penultimo step prima dell’approvazione della legge che passerà in consiglio regionale. Spiace non aver potuto perseguire una strada ancora più veloce a causa dell’ostruzionismo del Movimento 5 Stelle. Quello che è certo, però, è l’obiettivo finale: poter dotare la nostra città, nel più breve tempo possibile, della nuova struttura universitaria ed ospedaliera, opera fondamentale per l’ulteriore miglioramento degli standard sanitari del nostro territorio e della ricerca scientifica. Ancora un piccolo passo e ci saremo».

Federico Perugini

Sulla stessa lunghezza d’onda il consigliere regionale del Carroccio Federico Perugini, che parla di “serietà e rigore” per arrivare al traguardo: « Ogni cosa richiede il suo tempo, soprattutto i percorsi istituzionali, ma da oggi la concretezza si tocca con mano.

I nostri concittadini, per il solo fatto che l’Aou di Novara sia già eccellenza sanitaria, non ci possono concedere di prendere il tempo che vogliamo, ma solo il tempo necessario. Ecco il tempo è maturo. Questo è risultato subito chiaro all’attuale Giunta regionale, alla Lega ed a tutti i rappresentanti istituzionali novaresi. Ora, è palese, non esistono più motivi per insistere con un dibattito pubblico che non rassicura».

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