Coccia, i difficili compiti che aspettano Corinne Baroni

Il giorno dopo la nomina di Corinne Baroni a direttore del Coccia è il caso di fare alcune considerazioni. Corinne Baroni è chiamata a un compito arduo, visto che si trova ad affrontare una situazione complicata dal punto di vista economico e dal punto di vista dei rapporti con la città.

E’ noto che alla Fondazione Coccia vengono a mancare 250 mila euro (150 mila in meno dalla Fondazione Bpn e 100 mila che non verranno dati dalla Fondazione Crt) e viene a mancare il sostegno degli sponsor che in passato avevano contribuito non poco. E’ il risultato della gestione della presidente Carmen Manfredda: ha sollevato una serie di questioni legali che forse si sarebbero potute affrontare in maniera diversa, chiedendo spiegazioni ai diretti interessati e magari cercando anche di capire come si era mossa la struttura interna alla Fondazione. Da quel che risulta, infatti, molte delle problematiche sollevate avrebbero ragion d’essere in suggerimenti partiti dallo staff dirigenziale. La presidente ha sempre sostenuto di aver dovuto agire “per fare pulizia”, che è sempre stata nel giusto: «Ho ragione io» ha sempre dichiarato. Può anche essere (altri saranno eventualmente chiamati a giudicare) ma la Fondazione si è creata il deserto attorno a sé.

La creazione di nuovi rapporti, più sereni, con la città e con i suoi attori è un altro compito che non sarà facile da portare a termine per Corinne Baroni, che dovrà, supportata da un nuovo Cda, riqualificare l’immagine del Coccia.

A Corinne Baroni si chiede indipendenza di giudizio e coraggio nelle scelte e verrà giudicata su anche su quello che non farà. Sui social circolano twitter e post in cui la nuova direttrice palesa grande affinità con alcuni personaggi che già operano all’interno del Coccia. Non sarà giudicata per questo ma per come saprà sganciarsi da rapporti probabilmente consolidati.

 

Attilio Barlassina

Love
Haha
Wow
Sad
Angry

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here