Coccia, i paurosi conti del 2018

In attesa che il Tar Piemonte si pronunci (l’udienza è l’8 maggio) sul ricorso presentato dall’ex presidente della Fondazione Teatro Coccia, Carmen Manfredda, contro lo scioglimento dell’allora Cda (scioglimento deciso dalla Prefettura a fine febbraio), sono i numeri a gettare ombre densissime sul futuro del teatro novarese.

Secondo quanto stimato dalla Corte dei Conti, dal 2014 al fine 2017 il passivo della Fondazione era di 4 milioni, compresi 2 milioni figurativi dovuti all’iscrizione in bilancio degli ammortamenti. Una cifra che non particolarmente significativa, a fronte del fatto che la gestione strettamente operativa era stata positiva fino alla fine del 2017 e che il passivo era dovuto anche alle rate di mutuo da pagare per “coprire” la gestione precedente all’arrivo a Novara di Renata Rapetti. Considerato che ben pochi teatri (forse nessuno…) possono vantare un bilancio positivo, sono numeri accettabili.

Ben più seri appaiono i conti per il 2018, conti sui quali si sta centrando l’attenzione del nuovo Cda, che si avvale anche di un apposito esperto. Stando alle informazioni raccolte (per il bene del teatro speriamo di poter essere smentiti…), al netto degli ammortamenti il “rosso” sarebbe superiore al milione di euro, forse addirittura 1,4 milioni.

Come si sia potuti arrivare a un simile passivo è la vera domanda che dovranno porsi l’attuale Cda e l’amministrazione comunale. Così come occorre chiedersi quale sarà il futuro della Fondazione.

Ma c’è un’altra domanda alla quale prima o poi qualcuno dovrà dare una risposta: che cosa ci stanno a fare i revisori dei conti?

E l’azione di responsabilità nei confronti di chi ha consentito che si arrivasse a questi numeri è dietro l’angolo.

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