Coccia, lobby in lotta per il posto di direttore

Alla vigilia della presentazione della stagione lirico-sinfonica del Coccia (domani pomeriggio, lunedì) val la pena ricordare le problematiche emerse dopo le dimissioni-licenziamento di Renata Rapetti. Intanto, il Cda con quattro componenti dimessi, rientrati e poi, in due, ridimessisi (Carlo Robiglio e Federica Cristina) ha dovuto essere reintegrato, da parte del sindaco, con l’ingresso di due avvocati, Mario Monteverde e Stefano Bottacchi. Il che non ha eliminato le perplessità sui possibili rapporti all’interno del Cda, dove finora la presidente Carmen Manfredda ha agito come se fosse l’unica a poterlo fare (anche da qui le varie dimissioni).

Resta sempre il problema di fondo, ovvero quello di trovare una figura che possa ricoprire il ruolo di direttore generale, un po’ amministrativo-gestionale e un po’ artistico. Pare che si siano scatenate varie lobby, ognuna tendente a imporre le proprie candidature, quasi a garanzia che le scelte future non fossero ‘penalizzanti’ per il proprio gruppo di potere. Lobby alle quali non paiono estranei alcuni personaggi molto importanti all’interno del Coccia e che pare abbiano non poca influenza. Così si spiega il tentativo di imporre Gianna Fratta e ora di suggerire quello di un’altra donna, sempre nello stresso ‘giro’.

Insomma, sul Coccia si sta giocando una partita molto importante e chissà se nel Cda l’hanno capito.

Attilio Barlassina

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