Coccia, Manfredda: «Mai voluto sminuire la prosa»

La dichiarazione era stata precisa, concisa e immediatamente comprensibile: «Il nostro (ovvero il Coccia, ndr) è un teatro di tradizione, che ha come mission lirica e musica; la stagione di prosa non è nemmeno complicata da organizzare, basta comprare gli spettacoli». Lo aveva affermato pubblicamente la presidente della Fondazione Coccia, Carmen Manfredda e l’affermazione aveva scatenato una serie di reazioni negative da parte di chi si occupa di prosa per mestiere o ne è semplice appassionato (ma spesso più preparato di tanti altri).

Ieri, martedì, in occasione della presentazione della stagione del massimo teatro novarese, Carmen Manfredda ha voluto precisare il senso della sua affermazione: «Forse non sono stata capita o magari le mie parole sono state male interpretate o forse mi sono espressa male. Non intendevo affatto sminuire la prosa. Semplicemente intendevo affermare che il Coccia, in quanto Teatro di Tradizione, ha nella lirica il suo core business, tant’è che deve fare produzioni. Non così per la prosa, dove non produciamo proprio nulla ma acquistiamo gli spettacoli. Ma nella nostra programmazione la prosa ha avuto l’adeguata attenzione, la scelta dei titoli è stata fatta con passione, perché il nostro scopo è quello di avere sempre maggior pubblico».

Che un problema possa essere, più in futuro che nell’immediato, quella della possibile carenza di aiuti da parte di sponsor privati (cosa facilmente intuibile visto il cul de sac in cui la Fondazione si è infilata) è cosa ben presente al Coccia, tanto che in più di una circostanza (forse fin troppo…) il direttore artistico pro-tempore Matteo Beltrami ha invitato gli sponsor a farsi avanti, individuando anche momenti particolari tutti per loro, per far conoscere quel he accade “dietro” e “oltre” una messa in scena. E sull’Art Bonus (la forma di finanziamento sulle cui modalità di esecuzione al Coccia la presidente Manfredda ha presentato segnalazione alla Procura) Beltrami ha voluto dire che «per evitare futuri equivoci, il teatro è a disposizione per tutti i chiarimenti richiesti».

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