Agricoltori contro la presidenza dell’Ambito territoriale caccia

Nove membri su 20 si sono dimessi dal consiglio dell’ Ambito Territoriale Caccia della provincia di Novara (Ticino e Sesia) per protesta contro la gestione dell’Atc per quanto riguarda il contenimento degli animali selvatici (cinghiali soprattutto, che da tempo devastano le campagne del Novarese): sono i sei rappresentanti delle associazioni agricole (Coldiretti, Cia, Confagricoltori), i due indicati dal Comune di Novara e quello del mondo venatorio.

«È più di un anno che ci battiamo all’interno dell’Atc perché si collabori per portare avanti le attività di contenimento degli animali selvatici, anche con l’utilizzo dei proprietari conduttori dei fondi, che permettono di intervenire in maniera più rapida anche quando non possono intervenire i cacciatori. Atc ha invece in questi mesi fatto di tutto per rallentare un processo burocratico già lungo, bloccando e rallentando un’attività, quella di controllo, che in tutte le altre province limitrofe viene portata avanti come normale amministrazione» spiega Sara Baudo (nella foto), presidente di Coldiretti Novara Vco.

«Il presidente dell’Atc Filippo Caccia – aggiunge – ha fortemente osteggiato ogni tipo di soluzione al problema che se ben gestito avrebbe potuto portare ad una reciproca convivenza. Né i tavoli con la Prefettura e la Provincia, né le pressioni delle pubbliche Amministrazioni che avevano firmato documenti di allarme sulla presenza dei selvatici, hanno fatto comprendere la gravità della situazione. La posizione assunta, nonostante le raccomandazioni del Prefetto in termini di sicurezza dei cittadini, della salute pubblica, nonché dei nostri allevamenti che se mai fossero colpiti da gravi epizoozie per la presenza di selvatici sempre più massiccia andrebbero incontro a conseguenze drammatiche, non può più essere tollerata».

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