Comoli Ferrari replica sul caso-Coccia

Ha aspettato più di una settimana, in modo che l’arrabbiatura scemasse tanto da consentire una risposta “di testa” e non “di pancia”, ma ora anche Paolo Ferrari (nella foto), ad di Comoli Ferrari, tirata in ballo dalle accuse della presidente Carmen Manfredda, dice la sua.

 

«In merito agli articoli apparsi sulla stampa in questi giorni, Comoli Ferrari & C. S.p.A. intende difendere la propria immagine ed il proprio lavoro di distributore di materiale elettrico, il più importante completamente italiano. Fondata nel 1929 nell’anno 2017 ha realizzato un fatturato di oltre 400 milioni di Euro, dando lavoro ad oltre 1000 persone con 120 filiali sparse nell’area del centro nord (36 in Piemonte, 1 in Valle d’Aosta, 50 in Lombardia, 12 in Liguria, 8 in Emilia Romagna, 8 in Toscana, 1 nelle Marche, 4 in Sardegna).

Comoli Ferrari & C. S.p.A. è da sempre impegnata in ambito sociale, tanto da aver erogato nel territorio novarese, nel corso di questi anni, sponsorizzazioni  per centinaia di migliaia di euro in favore di attività sportive (calcio, pallavolo per citarne alcuni) e culturali (Ospedali, Scuole, Teatri) e per l’assegnazione di borse di studio o aiuti in occasioni di calamità naturali (supporto alla realizzazione del centro di ritrovo ad accumuli); una Società da sempre impegnata in diverse iniziative benefiche,  anche internazionali. 

Tra queste si evidenzia anche  il sostegno  al Teatro Coccia che perdura da oltre 70 anni, con le prime erogazioni effettuate da Paolo Ferrari ,  fondatore della Società  (1929) e nonno dell’attuale amministratore delegato.

I fatti di cui ha parlato la stampa sarebbero relativi al presunto non corretto utilizzo di “Art Bonus” per circa 37 mila euro (nell’arco di due anni, 2016 e 2017), per erogazioni effettuate in favore della Fondazione Teatro Coccia Onlus. Comoli Ferrari & C. S.p.A. sta verificando con attenzione anche con l’aiuto dei propri consulenti se siano stati commessi involontariamente degli errori, in relazione a tali erogazioni.  

Quello che rammarica profondamente è l’aver appreso tali notizie dalla stampa, senza aver prima avuto la possibilità di fare delle verifiche interne adeguate e fornire eventuali chiarimenti. La storia di Comoli Ferrari & C. S.p.A. e l’impegno nel sociale, dimostrato in tutti questi anni, avrebbero forse meritato una maggiore tutela della Società stessa e dei suoi oltre 1000 collaboratori. La Società confida che si faccia chiarezza nella vicenda e di avere la possibilità di dimostrare la propria buona fede».

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