Corruzione e massoneria, coinvolta anche Novara

Novara finisce in pieno in una inchiesta per corruzione giudiziaria e massoneria condotta dalla Procura di Milano e che vede come principale indagato il Giudice di Pace di Verbania Carlo Crapanzano, appartenente alla Gran Loggia degli Alam (Antichi liberi accettati muratori) di Novara. Perquisizioni sono state effettuate nelle disponibilità di Crapanzano, di un avvocato (o più probabilmente un’avvocatessa) e della sede novarese della Loggia.

Tutto nasce nel maggio 2018 quando veniva segnalato alla Procura di Verbania l’anomalo accoglimento da parte del Giudice di Pace di Verbania di un ricorso avverso una contravvenzione al Codice della Strada.

Per la Procura di Milano “ciò che è risultato maggiormente significativo è l’intensa frequentazione di Crapanzano con alcuni imprenditori locali appartenenti alla Loggia che sembrano avere usufruito di veri e propri favori da parte del giudice o, comunque, della sua attività professionale, mettendo ciascuno le proprie professionalità al servizio della ristretta cerchia di massoni, per il bene comune del gruppo. In tale contesto sono stati dall’indagine inquadrati i rapporti tra Crapanzano e l’avvocatessa che ha consentito a Crapanzano di elargire i favori e le proprie consulenze agli altri indagati. Tale consapevole collaborazione è apparsa finalizzata, per ognuno, all’ottenimento del proprio obiettivo, ovvero asservire la propria funzione agli interessi della Loggia per il primo, ottenere incarichi professionali e, quindi, remunerazioni, per la seconda. È apparso comunque evidente, nel complesso, come Crapanzano abbia mantenuto una sostanziale regia dietro numerosi ricorsi affinché potesse trattarli personalmente o, comunque, potesse contribuire al buon esito delle vicende giudiziarie tramite”.

L’inchiesta prosegue e sono possibili sviluppi anche nel Novarese.

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