«Così abbiamo identificato la donna carbonizzata nell’incidente di Borgomanero»

La Polizia scientifica della Questura di Novara ha illustrato le modalità con le quali sono riusciti a identificare con certezza l’identità della donna morta carbonizzata in un incidente stradale avvenuto a Borgomanero.

«Abbiamo operato una laboriosa e complessa tecnica di assunzione delle impronte – ha spiegato il dirigente, Paolo Campese – pur nelle difficoltà rappresentate dallo stato carbonizzato del derma e dei tessuti del corpo. In particolare, abbiamo potuto operare solo sulla mano destra, mediante il metodo dell’inchiostro e dopo una speciale tecnica di infiltrazione di liquido restauratore “post mortem” inoculato alla base di ogni singolo polpastrello al fine di operare un rigonfiamento del derma superstite».

La ricostruzione è stata poi spedita al Gabinetto interregionale di polizia scientifica di Torino, diretto da Davide Baldi e con Andrea Giuliano massimo esperto di impronte papillare, è così è stato possibile accertare l’identità della vitttima, Alexandra B., russa, che in quanto extracomunitaria era già stata sottoposta arilievi dattiloscopici per il rilascio del permesso di soggiorno.

«Abbiamo voluto illustrare la complessità di queste procedure – ha detto il questore, Rosanna Lavezzaro – per far comprendere la grande importanza del lavoro della Polizia scientifica, che è spesso è alla base delle nostre indagini ed è determinante. Ad esempio, in almeno sette circostanze è stata determinante per scoprire gli autori di furti e rapine. Grandi risultati, ottenuti con una “squadra” che è la più ridotta, in termini addetti, di tutto il Piemonte».

Pochi, ma buoni…

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