Così la Diocesi spende i soldi dell’8 per mille

Questa mattina, giovedì, di Novara ha illustrato i progetti cui ha destinato la sua quota di 8 per mille nell’anno pastorale 2018-19.

 

In tutto sono 28 progetti sull’intero territorio diocesano (che copre le province di Novara, Vco e la Valsesia), che riguardano diversi ambiti di intervento sociale: dall’aiuto a persone in difficoltà economica, al sostegno alla maternità e alla prima infanzia; dal contrasto all’emergenza abitativa, sino alla risposta ai bisogni legati ai servizi sanitari e di assistenza.

Complessivamente, i fondi stanziati ammontano a 1.023.812,44 euro e concorrono – insieme a fondi propri – a coprire buona parte del budget delle iniziative finanziate. A promuoverle sono la Caritas diocesana, le parrocchie e le associazioni di volontariato emanazione della comunità ecclesiale novarese.

«La comunicazione della destinazione di queste risorse è anzitutto un dovere di trasparenza – ha detto il vicario generale don Fausto Cossalter, parlando ai volontari Caritas e agli operatori pastorali delle parrocchie presenti – Ma deve anche essere uno stimolo, una spinta per fare in modo che sempre di più l’attenzione ai poveri sia una responsabilità condivisa da tutta la nostra comunità. Vi ringraziamo per il lavoro che fate quotidianamente: siete un osservatorio dei bisogni e delle difficoltà sul nostro territorio. Un esempio di quell’ascolto del “grido del povero”, che il Papa ha scelto come tema per la Giornata Mondiale dei poveri che abbiamo appena celebrato».

«Vorremmo impostare il nostro lavoro pastorale a partire da tre parole: condivisione, crescita, corresponsabilità – ha detto don Giorgio Borroni, direttore della Caritas diocesana – Questi fondi vengono condivisi non solo per aiutare e assistere le persone, ma per farle crescere e per ridare loro dignità. E tutti possiamo incrementare queste risorse attraverso un gesto di corresponsabilità: donare al “Fondo Rete Caritas” della Fondazione Comunità del Novarese e della Fondazione Comunitaria del Vco ci aiuterà nel coinvolgimento e nell’animazione del territorio diocesano in cui viviamo, per sentirci attori e protagonisti di una carità sempre più creativa ed efficace».

«La firma per l’8 per mille – ha detto l’economo e incaricato diocesano per il Servizio per la Promozione del Sostegno economico alla Chiesa (Sovvenire) don Renzo Cozzi – è un gesto di libertà da parte dei cittadini che scelgono di aiutare l’opera della Chiesa. E’ anzitutto un riconoscimento al lavoro delle nostre parrocchie e dei nostri volontari nella crescita sociale e civile del Paese. Ma è anche un segno di appartenenza e di corresponsabilità. Di condivisione di un impegno e di un obiettivo. Dobbiamo lavorare perché ci siano sempre meno sponsor per le nostre iniziative e sempre più partner. E firmare è un passo in questa direzione».

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