Dalla Fondazione De Agostini “Una piazza verde per Sant’Andrea”

«Un regalo alla nostra città nell’anno del decimo anniversario della nostra Fondazione». E’ con queste parole che Roberto Drago, presidente della Fondazione De Agostini, ha presentato in un cinema Araldo gremito di cittadini e associazioni del territorio il progetto “Una piazza verde per Sant’Andrea”. Il progetto di rigenerazione urbana, vero e proprio “dono” alla città di Novara, ha come obiettivo la riqualificazione di un’ampia superficie verde situata tra via Redi e via delle Rosette nel quartiere periferico di Sant’Andrea che, come ha sottolineato il sindaco Alessandro Canelli, «meritava uno sforzo per sperimentare qualcosa di nuovo».

Quel «qualcosa di nuovo» vuole essere «una piazza di comunità, con delle ricadute sociali che arrivano da un processo partecipato della cittadinanza. Sarà un progetto replicabile – ha aggiunto Roberto Drago – anche altrove, laddove c’è degrado in periferia perché abbiamo coinvolto la popolazione e le associazioni del territorio sia nella progettualità sia nel mantenimento dell’area verde».

Quella che è stata definita come «una nuova piazza di comunicazione» coprirà un’area di 5766 metri quadrati cui saranno collegate via Redi e la zona più a nord con due nuovi nuclei importanti dalle funzioni diverse che la città dirà come vivere. Un’area cani, la riqualificazione della vecchia area giochi con nuovi divertimenti di tipo inclusivo che possano permetterne l’utilizzo anche a bambini con disabilità, pavimentazioni particolari, arbusti volutamente spostati in zone perimetriche per dare una massima visibilità all’intera area, nuove alberature e un totale di quattro nuovi accessi all’area verde, una piazzetta sopraelevata in asfalto albino, una tettoia sfruttabile per più occasioni: sono solo alcuni dei tanti cambiamenti che, grazie alla collaborazione tra Fondazione DeAgostini, Comune di Novara, lo studio Architettura del Verde e il supporto tecnico di Kcity, trasformeranno il quartiere «stretto tra ferrovia, passaggi a livello e sottopassaggi» in un «qualcosa di estremamente innovativo dal punto di vista sociale».

Tutti gli attori del progetto hanno più volte ribadito l’importanza del «progetto sociale che accompagna quello di riqualificazione, partendo dal basso di questa esperienza pilota sviluppata su tre fasi: l’analisi del contesto, il piano di utilizzo sociale e il progetto di collaborazione per garantire la sostenibilità nel tempo».

La prima fase di questo progetto ha riguardato l’analisi del contesto sociale in cui il progetto stesso si inserisce e proseguirà con la sperimentazione di un modello collaborativo per la cura e la gestione condivisa dei beni comuni. A giugno saranno aperti quattro tavoli di lavori sui temi attorno ai quali si sviluppa la nuova area verde: anziani, giovani, famiglie e infanzia, attività culturali e progetti aggregativi.

«Lo sviluppo della città – ha concluso il presidente della Fondazione DeAgostini – non può prescindere dalla riqualificazione delle periferie ed entro l’estate 2019 Sant’Andrea avrà il suo nuovo giardino vivo, piacevole e vivibile».

Valeria Abate

 

 

 

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