De Grandis a Meina, il Pd va all’attacco: «Vergogna”»

Alla commemorazione della strage nazi-fascista di Meina la Provincia ha inviato, come suo rappresentante, Ivan De Grandis, consigliere provinciale delegato alla cultura.

De Grandis ha un passato (si parla del 210) nel movimento di estrema destra “Movimento Sociale Italiano Destra Nazionale” e a Vinzaglio aveva indossato la camicia ocra della “Guardia Nazionale Italiana”: fatti, questi, insieme ad alcune sue dichiarazioni del tempo che hanno indotto il Pd (attraverso un comunicato del gruppo consiliare “la Provincia in Comune”, firmato anche dal segretario provinciale De Stasio e dell’ex consigliere Cremona) a un attaco durissimo.

«Se la pietà è morta è certamente vero che è morta anche la vergogna. E speriamo non sia morta anche la nostra capacità di indignarci alla vista delle foto di Ivan De Grandis a Meina » inizia il comunicato.

E ancora: «Convinto militante di Fratelli d’Italia, un partito che conserva orgogliosamente nel proprio logo il simbolo che rappresenta la continuità ideale con un partito (il MSI) che è stato fondato dai reduci di Salò, autori ed esecutori delle leggi raziali. De Grandis ha rappresentato quella Provincia che, con il sacrificio di tante vittime, ha dato un contributo fondamentale alla lotta per la Liberazione. Ma forse lui conserva una “punta” di nostalgia per i carnefici. In anni non lontani De Grandis ha cercato insieme al padre fortuna politica in diversi piccoli Comuni tra Novarese e Vercellese. Nel 2010 a Vinzaglio ha aderito ad un gruppo di estrema destra, il “Movimento Sociale Italiano Destra Nazionale” vestendo la camicia ocra della “Guardia Nazionale Italiana”, apparato del partito che si propone di vigilare in camicia, pantaloni neri, stemma tricolore e aquila con la scritta Spqr».

Fatti «che meriterebbero una presa di posizione chiara anche del Presidente della Provincia, Federico Binatti (Fratelli d’Italia) e della maggioranza di centrodestra che lo sostiene in Consiglio provinciale, certamente informati dei trascorsi estremi di De Grandis, ma felici di vederlo a Meina.

Il centrosinistra in Provincia si è sempre dimostrato comprensivo e collaborativo, suggerendo di “cambiare rotta” più che attaccare politicamente, anche quando è stata commessa un’altra grave leggerezza, fare di tutt’erba un fascio tra Giorno della Memoria e Giorno del Ricordo negli interventi politici, commemorazioni entrambe importanti, ma distinte per data e cerimonie. Stesso discorso per il tentativo di Binatti di uscire dall’Istituto storico della Resistenza, fortunatamente “stoppato” grazie alle proteste del centrosinistra.

E’ il momento per Binatti di venire definitivamente allo scoperto e di prendere posizioni chiare in tema di antifascismo, chiedendo scusa per l’ennesima brutta figura istituzionale».

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