De Pagave e Covid-19, i numeri di una situazione gravissima

La situazione della Casa di riposo “De Pagave” di Novara in relazione all’emergenza-Covid è stata al centro della competente commissione di questa mattina, mercoledì, e grande protagonista il dirigente Paolo Cortese (nella foto), che è stato incaricato a metà aprile di mettere mano a un problema che stava diventando sempre più grave.

La relazione di Cortese (al quale tutti i commissari hanno fatto i complimenti per il grande impegno profuso) ha svelato un quadro davvero preoccupante. I numeri: al 15 maggio c’erano 148 ospiti (alcuni in ospedale o a Veruno) e da gennaio alla scorsa settimana ne sono deceduti 44, con punte ad aprile e nella prima metà di maggio. Nello stesso periodo del 2019 i deceduti erano stati 27. Decessi collegabili per gran parte al coronavirus.

A metà aprile i pazienti Covid positivi erano 49: l’intervento di Cortese è stato determinante per separare positivi e negativi, con un piano destinato agli ospiti infettati. Poi altri 14 sono stati riconosciuti negativi e questa settimana altri 44 positivi: in totale gli ospiti risultati infettivi sono stati 77, oltre il 40%. Per fortuna, 10 si sono nel frattempo negativizzati. Il problema è che degli 86 dipendenti ben 21 sono risultati positivi e altri 16 si sono messi in malattia.

Il giudizio finale di Paolo Cortese: «In futuro andrà ripensata l’organizzazione delle Rsa, non solo a Novara o in Piemonte».

Qualche dato su altre case di riposo è stato dato dal sindaco Alessandro Canelli: alla “Mater dei” i contagiati sono una ventina su poco più di 40 ospiti e anche alla San Francesco i malati-covid sono stati all’incirca la metà dei ricoverati (ma i decessi sono stati particolarmente numerosi).

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