Decreto-sicurezza, chi sta con chi

La presa di posizione del sindaco di Novara, Alessandro Canelli, che anche intervistato da Sky ha ribadito la propria posizione a favore del Decreto-sicurezza e contro quei sindaci che, come Orlando o De Magistris, hanno affermato di non volerne applicare una parte, ha sollecitato l’intervento di altri esponenti di destra.

«Le leggi vanno applicate dai pubblici ufficiali come sono i sindaci, anche se non le condividono: è quindi inaccettabile che primi cittadini come Orlando, De Magistris e altri ‘campioni’ della sinistra pro-immigrati abbiano deciso di disapplicare una parte del Decreto-sicurezza »: così si esprime Gaetano Nastri, senatore di Fratelli d’Italia.

«A maggior ragione – continua Nastri – quando si tratta di norme che hanno l’obiettivo di porre un freno all’accoglienza indiscriminata: Fratelli d’Italia sostiene pienamente il Decreto-sicurezza e chiede che  ne venga data piena applicazione. Quando diciamo “prima gli italiani” è proprio questo che intendiamo. E sono convinto che le nostre città beneficeranno grandemente del provvedimento messo sotto accusa da una sinistra che è sempre più scollata dal popolo. Così come sta accadendo a Novara, dove il sindaco Alessandro Canelli sta dimostrando di avere a cuore la sicurezza dei concittadini».

Diego Sozzani

Sulla vicenda intervengono anche Maurizio Nieli, presidente della Commissione sicurezza del Comune di Novara e i consiglieri comunali di Fdi Angelo Tredanari, Ivan De Grandis, Vittorio Colombi e Edoardo Brustia: «Altro che violazione dei diritti degli immigrati! Si tratta di impedire che i nostri concittadini si vedano scavalcare nelle varie graduatorie dove è necessario il requisito della residenza da immigrati che non hanno nemmeno il permesso di soggiorno».

Per il consigliere regionale del Piemonte Giuseppe Policaro, esponente di Fratelli d’Italia, «un sindaco che non vuole applicare una Legge dello Stato non solo non rispetta il giuramento effettuato sulla Costituzione, ma rischia di mettere se stesso e i propri dipendenti nella condizione di compiere atti illeciti. Aggiungo, inoltre, che dire oggi che il Decreto Salvini  non deve essere applicato e che porterà problemi in futuro è solamente un contorsionismo mentale o, forse meglio, una misera strumentalizzazione politica che non va negli interessi degli italiani».

Decisamente più sfumata la presa di posizione di Diego Sozzani, deputato e vice coordinatore regionale di Forza Italia: «Faccio mio il pensiero espresso in queste ore dal presidente del Parlamento Europeo, Antonio Tajani. Un sindaco può non condividere una decisione, ma le leggi vanno rispettate. Allo stesso tempo, auspico che il governo adotti una vera politica per la sicurezza che tenga conto delle difficoltà espresse dai vari attori del territorio, in primis i sindaci. Puntare il dito sui sindaci non serve a nulla, se non ad alimentare la polemica. Il governo attivi i prefetti affinché diffidino coloro che non intendono rispettare la legge».

Sull’altro fronte, la Regione Piemonte ha preannunciato l’intenzione di ricorrere alla Corte Costituzionale affinché si pronunci sulla legittimità del Decreto-sicurezza: « In seguito all’ordine del giorno approvato dal Consiglio regionale il 18 dicembre scorso – dichiara l’assessore regionale Monica Cerutti – stiamo valutando se sussistano i fondamenti giuridici per un ricorso alla Corte Costituzionale. Auspichiamo che altre Regioni possano condividere questa azione. Il decreto risulta anche in totale contrasto con la nostra legge regionale del 2016 contro tutte le discriminazioni, che applica invece i principi costituzionali».

Non ci sono invece prese di posizione da parte dei (pochi) sindaci Pd della provincia.

(nella foto in evidenza, il sen. Nastri con altri esponenti di Fdi)

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