Delitto di Pombia, rito abbreviato per due

Udienza preliminare questa mattina (martedì) per il delitto nei boschi di Pombia: davanti al Gup Giuseppe Cauchi, 52 anni, difeso dall’avvocato Marco Cozzi di Milano, Antonio Lembo, 29 anni di Busto Arsizio con l’avvocato Edoardo Piantanida e Angelo Mancino, 39 anni, della provincia di Arezzo difeso dall’avvocato Alessandro Brustia del foro di Novara. Per Cauchi, ritenuto da investigatori ed inquirenti il mandante dell’omicidio di Matteo Mendola, il difensore si è astenuto (per lo sciopero dei penalisti), mentre i legali di Lembo e Mancino, che la Procura ritiene essere gli esecutori materiali, hanno avanzato richiesta di rito abbreviato. L’udienza è stata rinviata al prossimo 11 settembre: in quella data si discuterà l’abbreviato per i due, ed eventualmente l’abbreviato o la preliminare per Cauchi. Era la mattina del 5 aprile dell’anno scorso quando nei boschi di Pombia, in frazione San Giorgio, nei pressi di una fabbrica dismessa fu trovato il corpo senza vita di Matteo Mendola, 32 anni, nativo di Gela ma residente a Busto Arsizio; l’uomo, così confermò poi l’autopsia, era stato colpito con il calcio di una pistola, poi con una batteria di auto e infine freddato con due colpi di arma da fuoco. Le indagini avevano ben presto portato gli investigatori sulle tracce di Antonio Lembo, 29 anni concittadino della vittima, bloccato dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Novara una settimana dopo il delitto a bordo di un treno in una zona del centro Italia; il 26 aprile in provincia di Arezzo era stato fermato e arrestato Mancino, il 19 settembre era stato arrestato Cauchi a Busto Arsizio.

r.n.

Nella foto, un momento della conferenza stampa in Procura in cui venne comunicato l’arresto di Lembo

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