E-Commerce Smart: ecco la soluzione anticrisi per i piccoli artigiani e commercianti

E-commerce, vendita on line, digitalizzazione. Sono parole non nuove, ma che in questi mesi sono tornate profondamente di moda, entrando a fare parte della quotidianità di tutti. Nell’ultimo anno, infatti, complici le restrizioni e i DPCM, milioni di persone si sono ritrovate a poter fare acquisti soltanto on line, scoprendo, a volte, un mondo di opportunità inesauribili.

Ma, l’altra faccia della medaglia è tutt’altro che rosea: se infatti per le grandi realtà commerciali la vendita in rete è una consuetudine ormai da una decina d’anni, per i piccoli commercianti l’assenza di “struscio” per le vie del centro, la mancanza di passaggio davanti alla propria attività, la chiusura per mesi della propria tapparella (perché non considerati tra i distributori di beni essenziali), ha rappresentato una crisi economica senza precedenti.

 

Antonio Busonera

I lockdown hanno portato per le categorie commerciali coinvolte al punto di svolta: chiudere per sempre o creare un e-commerce. “Si tratta – spiega Antonio Busonera, Ceo del Gruppo ABL – di un’opportunità che non tutti conoscono, se non in termini tradizionali. La nostra esperienza di anni ci ha portati a offrire soluzioni particolarmente adatte anche alla piccola realtà, come la merceria, il piccolo artigiano che lavora la pelle, per esempio, o il negozietto decentrato di abbigliamento. Bisogna allontanarsi dall’idea classica di e-commerce e pensarlo come una vetrina sul mondo. In questo particolare momento storico potrebbe essere un outlet delle offerte, delle occasioni o della collezione rimasta invenduta durante le chiusure forzate”.

Un rapido sguardo ai social e balza agli occhi come le pagine Facebook o Instagram dei piccoli commercianti siano diventate quest’anno uno strumento a tutti gli effetti pubblicitario, per far conoscere e vedere i propri prodotti a tutti. Ed ecco come è cambiata la funzione dell’e-commerce. Se fino a qualche mese fa ci si rivolgeva all’acquisto on line soltanto per determinati prodotti e beni (prevalentemente non deteriorabili o non facilmente trovabili nei classici negozi, e per riuscire a possedere magari a prezzi vantaggiosi oggetti di marca), la pandemia e le restrizioni collegate ad essa hanno accelerato un processo irreversibile: la possibilità di vendere e comprare tutto da un monitor. Ma cosa rientra in questo “tutto”?

Lo abbiamo chiesto al Gruppo Abl, che da anni si occupa di realizzare soluzioni informatiche: “Come sappiamo, chiunque può vendere on line – chiarisce Antonio Busonera -, ma non è così immediato e soprattutto spesso non rende economicamente se non viene fatto nel modo giusto. Per questo fino a non molto tempo fa lo facevano soltanto alcune categorie merceologiche. I fatti di quest’anno in effetti hanno portato a una svolta repentina, che può essere presa in considerazione da tutti. Noi, per esempio, offriamo un servizio rivolto ai piccoli imprenditori e commercianti. È fondamentale sensibilizzare quelle persone che pensavano di aver messo in cantiere il proprio mercato. Nel resto del mondo è già capillare questo tipo di modalità. L’e-commerce mette al riparo da eventi come quelli che hanno travolto molti artigiani o commercianti in questi mesi”.

Il semplice sito, quindi non è più sufficiente; gli esperti suggeriscono la direzione dell’e-commerce come complementare e alternativa al commercio tradizionale anche per le micro realtà.

Quale suggerimento, quindi, potrebbe dare a chi sta pensando di avviare un e-commerce?

Muoversi! Non aspettare oltre. Sfruttare le opportunità comunicative e promozionali che la vendita on line offre, anche in chiave sostenibile, per creare una propria modalità unica e particolare di rapporto con un altissimo numero di clienti”.

 

 

L’approfondimento

 

Ecco qualche consiglio dall’esperto: Giosuè Favata, Presidente GRUPPO ABL

 

 

Giosuè Favata

Chi siete e di cosa vi occupate?

Siamo un’azienda di sviluppo software e di distribuzione hardware. Conosciamo dunque sia il mondo del “come funziona” che quello del “come farlo funzionare”.

Cosa consigliate in questo momento storico a chi vuole avere una chance nel mercato dell’e-commerce?

Di non arrendersi e di fare in fretta per non perdere il momento. Essere presenti sul web magari attraverso lo smartphone è fondamentale, perché con il telefonino si fa di tutto: si cercano informazioni, si compra, si prenota un appuntamento. La nostra app chiamata hAPPy serve a questo!

Perché è meglio e rivolgersi a voi ed evitare il fai da te?

Perché mettiamo maggiore attenzione nel portare il cliente sul web. Diamo suggerimenti e aiutiamo a concretizzare il suo negozio virtuale, come se partisse da zero (come se non sapesse assolutamente nulla di e-commerce e argomenti correlati). Perché offriamo assistenza telefonica dedicata (un contatto diretto sempre disponibile a rispondere a domande e a sciogliere dubbi anche dopo la messa online). Perché è possibile l’integrazione con altre soluzioni di gestione che permettono semplicità e centralizzazione della gestione dell’attività.

 

Per ogni informazione Gruppo ABL

 

Laura De Bortoli

 

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