Elezioni, non ce l’ha fatta Franca Biondelli (Pd)

Non ce l’ha fatta, pare per un pugno di voti, Franca Biondelli, sottosegretario uscente e candidata dal Pd nella lista plurinominale per la Camera. Sarebbe stato difficile farcela in condizioni normali (diciamo che non è stata molto ben trattata dal suo partito…) ma con il Pd ai minimi termini è diventato quasi impossibile, nonostante nella circoscrizione i dem abbiano fatto meglio di tante altre parti.

Così il Pd novarese che aveva tre parlamentari (oltre a Biondelli, Elena Ferrara, mandata al massacro nell’uninominale al Senato contro Gaetano Nastri e Giovanni Falcone, nel frattempo passato alla “quarta gamba” del centrodestra) si ritrova a quota zero. Merito, si fa per dire, delle sciagurate scelte di Renzi, che ha messo mano in tutte le candidature, e della miopia del segretario regionale Davide Gariglio che si è ben guardato dal ‘proteggere’ un territorio.

Franca Biondelli ha rilasciato una dichiarazione molto soft, senza sollevare alcun problema: « I buoni risultati del Governo Renzi prima e del Governo Gentiloni poi (così come hanno avuto modo di ricordarlo molti analisti nazionali e non) non sono stati tenuti in considerazione. Il PD perde a seguito di un’onda populista che lo ha travolto. Benché siano stati fatti degli errori ritengo che sia stato punito oltremodo. Mi aspettavo uno stop ma sinceramente non al di sotto del 22%. Abbiamo lavorato sul territorio abbiamo sempre incontrato le persone senza mai fermarci sia in campagna elettorale che sia soprattutto durante i mandati prendendosi a cuore i problemi delle persone.
Non posso che fare gli auguri a chi governerà, ne riparleremo fra qualche tempo quando si vedranno gli effetti delle nuove politiche. Mi domando se ci sarà la stessa attenzione per i territori e la stessa forza di incontrare tutti che abbiamo avuto voi. Mi auguro che si possa proseguire la strada intrapresa in difesa delle fasce più deboli. Sulle decisioni di Renzi non mi voglio soffermare, sono sue decisioni, ritengo solo che sia corretto non essere spalla di nessuno in questo contesto. Soprattutto dopo una campagna elettorale che ho vissuto direttamente sulla mia pelle, senza rispetto, piena di insulti e senza contenuti. Veramente una cosa indecente.
Mi dispiace molto non poter proseguire personalmente i percorsi intrapresi. Sono stati anni ricchi di molte soddisfazioni e di molte misure ottenute in difesa delle persone più fragili.
Non sarò in parlamento per volontà dei cittadini, però sono consapevole di aver dato tanto e non posso che essere soddisfatta del lavoro fatto».

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