Elezioni regionali, grandi manovre al via

Fra tre mesi si voterà per il rinnovo del consiglio regionale e per la presidenza del Piemonte e le grandi manovre sono già in corso. Mentre Sergio Chiamparino tesse le fila della coalizione che, nei suoi auspici, dovrebbe riportarlo alla presidenza, il centrodestra non ha ancora deciso il suo alfiere. Alla finestra c’è Giorgio Bertola, candidato del Movimento5Stelle, ma il sistema elettorale (chi prende anche un solo voto in più del secondo diventa presidente, non c’è ballottaggio) riduce praticamente a zero le sue chance di vittoria.

Aberto Cirio, seduto tra Anna Mellone e Diego Sozzani

Ma torniamo al centrodestra, i cui numeri dovrebbero garantire a chiunque il successo (lo stesso Chiamparino ha definito “Miracolo del Gianduia” una sua riconferma). L’accordo iniziale era che il candidato spettasse a Forza Italia e l’unico nome è sempre stato quello di Alberto Cirio. Peccato che sull’europarlamentare pensa la spada di Damocle di un possibile rinvio a giudizio per Rimborsopoli bis e dunque rischierebbe di vedere la sua elezione inficiata dall’applicazione della legge Severino. E’ stato fatto anche il nome di Enrico Costa come alternativa, ma la Lega sta pensando a un’altra soluzione, forte dei sondaggi che le fanno sfondare il 30% dei consensi. Ovvero, presentare un proprio candidato, insieme a Fratelli d’Italia, e sganciarsi da Forza Italia per creare un polo sovranista. Nomi di possibili candidati ne sono già stati fatti (qualcuno ha addirittura ipotizzato quello di Alessandro Canelli, sindaco di Novara) ma nelle ultime ore sta prendendo quota la figura di Paolo Damilano, imprenditore nel settore vinicolo e delle acque. Ma tutto è ancora in ballo e più passa il tempo più Chiamparino può davvero sperare nel “Miracolo del Gianduia”.

A Novara, intanto, si discute (e si litiga) sui candidati al consiglio regionale, tenendo presente anche la variante del cosiddetto “listino”, ovvero il premio di maggioranza che automaticamente elegge i politici lì inseriti in caso di vittoria del candidato alla presidenza cui sono collegati. E’ evidente che la rincorsa al posto nel listino è tanto più serrata quanto più sono le chance di successo al governatorato. Un esempio: con Chiamparino sfavorito, nessun dem vorrebbe far parte del listino, al contrario dei candidati di centrodestra. Con in più il fatto che gli eletti nel collegio provinciale di Novara dovrebbero essere tre, divisi equamente tra Lega, M5S e Pd.

Teresio Colombo nel 2008 ai tempi de L’Ambiente

In Forza Italia si fa strada l’ipotesi di inserire nel listino Teresio Colombo, funambolico esponente di un gruppo di sostenitori (L’Ambiente-Moderati di centro), vicino alla Lega ma quattro anni fa sostenitore di Chiamparino. Una decisione tutta di Diego Sozzani, che ha creato non poco malumore tra gli altri azzurri, proprio perché non si vede spazio per un’elezione attraverso le preferenze.

In casa Lega si dà per certo l’inserimento dell’attuale capogruppo in consiglio comunale a Novara Matteo Marnati, mentre candidato con buone possibilità di farcela sarebbe Riccardo Lanzo.

Nel Pd due le candidature certe, quelle degli uscenti Augusto Ferrari e Domenico Rossi. Qui la sfida che vede Ferrari in vantaggio potrebbe essere invece più aperta di quanto non si creda, viste le fibrillazioni in casa dem. Ferrari avrà l’appoggio di tutto il partito, come cinque anni fa? Rossi ha saputo crearsi un certo consenso, ma basterà per il colpo a sorpresa?. Di sicuro nessuno vuol finire nel listino…

Nel listino, invece, Gaetano Nastri cercherà di infilare il consigliere uscente Giuseppe Policaro, mentre i 5Stelle decideranno attraverso le solite consultazioni online.

 

Attilio Barlassina

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