Fondazione Castello, quel documento che ha scatenato le ire dell’assessore Moscatelli

Un documento di 11 pagine, definito impropriamente “bilancio sociale”, della Fondazione Castello, ha incendiato la parte di commissione dedicata ad approfondirne la situazione.

L’unico assessore presente, Silvana Moscatelli, si è imbufalita nei confronti del segretario generale Giacomo Rossi che, a sua insaputa, aveva fatto distribuire ai consiglieri copia del documento, «che io non ho mai visto e di cui quindi non posso discutere». Un’arrabbiatura che poi si è rivolta anche nei confronti della minoranza Pd, mai tenera nel chiedere spiegazioni e chiarimenti.

Il tutto di fronte a un membro del Cda, Gianluigi Garone, venuto a rappresentare il presidente Massimiliano Atelli che, a Novara fino a poche ore prima, aveva dovuto allontanarsi per impegni inderogabili.

In quella sorta di “bilancio sociale” emerge nitidamente quello che è il pensiero del Cda: la Fondazione Castello svolge un’attività di “utilità per la comunità”, andando oltre a un ruolo prettamente aziendalistico. E a sostegno della tesi, ecco una serie di numeri: la concessione gratuita di 286 mq all’Associazione Amici del Parco della Battaglia viene vista come un mancato introito di 48 mila euro all’anno (l’ipotesi è che quegli spazi avrebbero potuto essere affittati a quella cifra); e quella all’Atl, che per altro non ha mai potuto trasferirsi per problemi strutturali nell’ala destinata, avrebbe potuto portar a un incasso oltre 30 mila euro. Complessivamente, se gli eventi gratuiti fossero stati a pagamento, la Fondazione avrebbe incassato 170 mila euro in più.

Un modo un po’ particolare di fare i conti, ma alla fine Gianluigi Garone ha annunciato che il bilancio potrebbe chiudere in pareggio.

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