Gagliardi passa a Forza Italia e Andretta intanto lo “licenzia”

“Me ne vado”, “No, ti licenzio io”: sta di fatto che il gruppo consiliare di “Io Novara” si dimezza. Pietro Gagliardi (nella foto) lascia per passare a Forza Italia e nel frattempo il movimento civico che fa riferimento a Daniele Andretta lo “licenzia”.

Mentre Gagliardi comunicava la sua adesione al gruppo azzurro, “Io Novara” usciva con un comunicato in cui afferma che « Appartenere ad un movimento civico come Io Novara significa in primo luogo accantonare ambizioni personali, non cedere a facili promesse di “posti”, lavorare per il bene comune portando avanti idee e proposte che si ritengono utili alla collettività.

Nel corso di questi mesi abbiamo purtroppo dovuto constatare che il consigliere il questione ha invece aspirato ad altri progetti, con l’obiettivo conseguente di depotenziare le istanze di Io Novara, a discapito delle promesse elettorali e delle proposte che hanno consentito a Gagliardi di essere eletto in consiglio comunale. Chi immagina ancora che il mondo del lavoro, delle professioni e delle imprese debba rimanere subordinato all’autoreferenzialità di un partito, dimostra di non essere a contatto con la realtà, perché quello di cui c’è bisogno oggi, è esattamente il contrario, prova ne è che i partiti chiusi in se stessi scontano un drastico ridimensionamento in termini di consenso.

Daniele Andretta

Io Novara non è mai nato per essere un taxi, e certamente è lontano da questi atteggiamenti che hanno caratterizzato i partiti tradizionali e che sono alla base della nascita di questo gruppo».

La replica di Gagliardi è altrettanto dura: «Mi sono sempre comportato correttamente, anzi in questi mesi ho cercato di mediare tra Andretta e gli altri esponenti di partito che vedevano il leader di “Io Novara” come il fumo negli occhi. Gli ho comunicato la mia decisione di passare a Forza Italia e lui ha pensato bene di espellermi, con una reazione infantile».

«Quello che più mi dà fastidio sono i riferimenti agli interessi personali e al lavoro – continua Gagliardi – Ho un mio lavoro, sono dipendente di un gruppo passato di recente a una multinazionale e quindi non capisco questi riferimenti che mi offendono sul piano personale».

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