Giordano: «Penso alla sofferenza patita da chi mi vuole bene»

Un attimo dopo la sentenza, tutta la tensione accumulata in questi giorni si è trasformata in pianto: Massimo Giordano, appena assolto da tutta una serie di accuse, non è riuscito a trattenere le lacrime.

L’abbraccio tra Giordano e Cardinali

«Proprio questi ultimi giorni sono stati i più difficili – ha detto – La ricorrenza dei santi e dei defunti pochi mesi dopo la scomparsa di mia moglie Simona, una figlia adolescente cui badare e alla quale spiegare la situazione. Sono stati anni molto difficili e di grande sofferenza soprattutto per chi mi vuole bene: io ho sempre saputo che far politica può portare anche a questi problemi, ma sono entrato nel processo a testa alta perché sapevo di essere innocente. Ho pianto anche per mio padre e per Simona, che mi sono stati sempre vicini ma che sono mancati e non possono gioire con me in questa giornata».

«Devo ringraziare i miei avvocati Fabrizio Cardinali e Paolo Marchioni che sono stati bravissimi – ha aggiunto Giordano – ma anche tutti i novaresi che non hanno mai creduto alle ipotesi accusatorie».

«La politica? Non mi interessa più – ha concluso – Ora devo dedicarmi a mia figlia e al lavoro».

Per Fabrizio Cardinali (“Un gigante” l’ha definito Giordano) si tratta «della sentenza che ci aspettavamo, perché quello emerso dalla carte processuali e poi dal dibattimento. Per sette anni la vita di Massimo Giordano è stata sospesa, ora può riprendersela».

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