Giornata contro la violenza sulle donne, i dati

La “violenza di genere” in provincia di Novara ha fatto registrare una diminuzione dei casi, stando ai dati forniti dalla Questura.

Prendendo in esame i primi 9 mesi del 2019 e mettendoli a confronto con il corrispondente periodo del 2020 emerge che si è verificata una lieve una diminuzione in ordine a tutti i principali reati cd. “spia” rientranti nell’ambito della violenza di genere.

Il numero dei femminicidi è rimasto, invece, costante registrandosi anche quest’anno, come in quello precedente, un evento omicidiario con vittima una donna e commesso dall’ex partner.

«La diminuzione dei reati riconducibili alla violenza di genere – si legge in una nota – si ritiene debba essere ricondotto a diversi fattori tra i quali sicuramente si annoverano l’introduzione della normativa del “codice rosso”, l’adozione, su direttiva della Procura della Repubblica di Novara, di specifici protocolli operativi attuati quotidianamente nella trattazione delle pratiche e volti a creare una concreta e fattiva collaborazione tra autorità fiudiziaria, Forze dell’ordine e tutti gli altri enti coinvolti (Asl, Servizi Sociali, Centri Anti Violenza) ed infine, ma non certo meno importante, l’elevata attività di prevenzione e sensibilizzazione messa in atto nel corso degli anni che ha innestato quel cambiamento culturale in relazione al quale la riduzione dei casi è certamente un effetto».

Dal 9 agosto 2019 (data di entrata in vigore del c.d. “Codice Rosso”) ad oggi, la Squadra Mobile della Questura di Novara – al cui interno è presente una sezione dedicata ai reati contro la persona in danno di minori e reati sessuali) formata da personale specializzato e con lunga esperienza nel settore – ha trattato oltre 200 casi concernenti fattispecie di reato riconducibili alla violenza di genere.

L’entrata in vigore della normativa “Codice Rosso” ha prodotto una notevole accelerazione dell’indagine: entro 3 giorni l’autorità giudiziaria dovrà sentire la parte offesa.

Dall’entrata in vigore della normativa ad oggi, sono stati eseguiti un arresto in flagranza, un fermo di indiziato di delitto e 36 misure cautelari di cui 9 in carcere e ai domiciliari ed altre non detentive (divieto di avvicinamento e/o allontanamento dalla casa familiare e divieto di dimora).

«Nonostante si sia registrata una lieve diminuzione del fenomeno sul territorio della provincia di Novara e si siano ottenuti brillanti risultati nell’accertamento e nella repressione di tali tipologia di reati – spiegano in Questura – permane tuttavia una violenza “sommersa”, soprattutto all’interno di alcune culture, motivo che determina grandi difficoltà nello sporgere denuncia. Anche in assenza delle suddette barriere culturali, molto spesso la donna manifesta ancora difficoltà, nel segnalare i casi di violenza subita probabilmente a causa della vergogna e della paura di eventuali ritorsioni».

Elena Foti

Il consigliere provinciale con delega alle pari opportunità, Elena Foti, ricorda che «nell’ambito dell’attività di contrasto alla violenza la Provincia, i Comuni e i Consorzi socio-assistenziali hanno istituito una rete di soccorso attraverso due Centri anti-violenza, uno per la zona di Novara e l’altro per la zona nord del territorio – e vari sportelli di ascolto, di accoglienza e di sostegno delle donne e dei figli minori che hanno subito violenza o che si trovano esposti alla minaccia. In particolare l’Ufficio Pari opportunità ha svolto il monitoraggio della situazione all’interno del proprio territorio per avere un quadro più completo rispetto agli ultimi dieci mesi dell’anno in corso. Su tutto il territorio della provincia hanno avuto accesso 289 donne, delle quali 183 italiane e le rimanenti straniere di varie nazionalità. La fascia di età maggiormente colpita dal fenomeno della violenza è al di sotto dei 45 anni. Il numero di figli minori coinvolti risulta essere 283. La maggior parte delle donne hanno subito violenza fisica, psicologica ed economica, in alcuni casi stalking, e violenza sessuale. Sul totale di donne vittima di violenza circa 174 hanno presentato denuncia. Ulteriore attenzione è stata rivolta a nove maltrattanti che si sono rivolti ai vari Sportelli per avere un supporto psicologico oppure per essere sostenuti attraverso l’azione di educatori professionali».

Love
Haha
Wow
Sad
Angry

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here