Giovedì in biblioteca il ricordo di Dante Graziosi

“La Topolino amaranto”, auto simbolo della provincia d’un tempo, è il titolo di un celebre libro Dante Graziosi che torna in nuova edizione di Interlinea per sostenere la raccolta fondi a favore dell’archivio dedicato al partigiano, veterinario, parlamentare e scrittore della memoria della civiltà contadina, la cosiddetta “Terra degli aironi” del titolo di un altro suo libro: giovedì alle 18 in Biblioteca Negroni si tiene un incontro con ricordo di Ezio Leonardi, reading di Ezio Ferraris, con saluti del figlio dello scrittore, Diego Graziosi, del promotore dell’archivio Roberto Cicala del Centro Novarese di Studi Letterari, con interventi di Cesare Ponti e Gianluca Vacchini della Fondazione Comunità Novarese che sostiene la campagna di crowdfunding.

«Con la raccolta di libri, lettere, carte, foto, video e documenti di Dante Graziosi si potranno favorire ricerche scolastiche e universitarie e non dimenticare tradizione e passato – spiegano gli organizzatori dell’evento – L’Archivio Storico Graziosi, dopo la prima fase di ordinamento avviata qualche anno fa, potrà essere il primo passo di un archivio letterario novarese, perché la memoria e le parole degli scrittori aiutino a capire e guardare con più lucidità il presente e il futuro del nostro territorio. Raccoglierà tutti i materiali più importanti della carriera letteraria dello scrittore (dattiloscritti, fotografie, corrispondenza, ritagli stampa, recensioni, prime edizioni delle sue opere) e in parte di quella scientifica, prima ancora che politica, depositando la parte bibliografica in un apposito scaffale e studiando i testi inediti con un’opera di trascrizione e digitalizzazione, mettendoli poi a disposizione per la consultazione, a richiesta. Il progetto arricchisce quanto il Centro Novarese, in stretta collaborazione con enti e istituzioni, da quasi trent’anni sta realizzando per la maggiore conoscenza e fruizione pubblica di opere e contenuti di scrittura dell’autore e degli altri maggiori scrittori novaresi di rilevanza nazionale, dalla Marchesa Colombi a Clemente Rebora, da Carlo Dionisotti e Sebastiano Vassalli».

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