I novaresi e le mascherine, attenti ma anche no

I novaresi indossano le mascherine anti Covid in strada? Ognuno ha le sue impressioni, da parte mia posso riferire i risultati di una mini indagine compiuta a Novara lo stesso giorno in tre orari diversi, sempre sul medesimo percorso e identico marciapiede: da viale Roma angolo via Custodi a Largo Leonardi, da qui in corso Torino e poi in viale Buonarroti fino all’incrocio con il semaforo della Questura. Prima verifica tra le 10 e le 11: mi sono imbattuto in 53 passanti, di cui 41 con mascherina e 12 senza, oppure sistemata a proprio piacere vuoi sotto il naso, vuoi sotto il mento. Secondo giro tra le 14 e le 15: incontrate 31 persone: 17 con mascherina, 14 senza. È opportuno precisare che circa la metà dei 14 stazionavano davanti a bar e locali pubblici, chi a fumare, chi a chiacchierare dopo la pausa pranzo. Ultimo “controllo” tra le 16,30 e le 17,30: incrociate 40 persone, 32 con mascherina e otto senza.

Non so se da questo minuscolo campione si possono trarre conclusioni generali, tuttavia i risultati non mi sembrano tanto diversi da analoghe osservazioni che mi sono state riportate da amici e colleghi. Grosso modo (non considerando il dato della pausa pranzo), pare che un novarese su cinque non ritenga sia il caso di scomodarsi troppo con questi aggeggi. Questo venti per cento, secondo la mia personale impressione, si suddivide in tre sottoclassi: i ragazzi, gli anziani, gli ostili. I ragazzi danno l’idea si fregarsene per superficialità, gli anziani di considerarla un ulteriore impiccio in una situazione già complicata, gli ostili meriterebbero un trattatello a parte. Sono per lo più giovani, ben messi, ostentano la loro commiserazione per gli altri fissandoli diritti negli occhi, quasi a provocare: “Dimmi qualcosa e poi vedi”.

Le stornellate sui balconi e le lenzuola “andrà tutto bene” appese alle finestre sono per fortuna lontane, ma è possibile che non aiutino a riflettere nemmeno gli appelli dei medici che rischiano di non poter curare i malati gravi di altre malattie perché gli ospedali sono intasati di pazienti Covid? È davvero un così grande sforzo per quel 20 per cento rispettare gli altri, oltre che se stessi?

 Mario Giarda

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