Il “caso-Ragno” incendia il primo consiglio comunale di Novara

Il primo consiglio comunale dell’era-Canelli2 ha visto come protagonista Michele Ragno (nella foto), Fratelli d’Italia, già dato per capogruppo del suo partito: il fatto è che Ragno è anche presidente della Fondazione Novara Sviluppo, ente che fa riferimento alla Provincia di Novara. E per il segretario generale del Comune, Giacomo Rossi, Ragno non può essere contemporaneamente consigliere comunale e presidente di Fns. Tutto semplice? Macché, perché Ragno ha deciso di restare al suo posto, in attesa di avere il parere del Ministero dell’interno cui ha sottoposto la questione: «Non è un fatto personale, ma una questione che riguarda l’elettorato passivo» ha detto.

Una situazione che ha fatto il gioco dell’opposizione Pd: Nicola Fonzo, infatti, ha sostenuto che proprio di una questione personale si trattava, «una questione che si doveva risolvere prima di essere portata all’attenzione del consiglio comunale, un fatto mai verificatosi. E’ così diventa una questione politica: si dà l’impressione di voler restare inchiodati alla poltrona a tutti i costi. Sospendiamo il consiglio e si trovi una soluzione». E con grande sorpresa di tutti (e con grande disappunto di un paio di altri consiglieri ‘meloniani’) è stato proprio il neo-consigliere Fdi Mauro Gigantino a chiedere la sospensione.

Dopo una brevissima consultazione, ecco la decisione della maggioranza di proseguire sulla strada indicata dal segretario generale: votare per avviare il procedimento che dovrà stabilire (sentiti gli organi competenti, come l’Anti-corruzione) se l’incompatibilità sussiste, come appare “prima facie”, oppure no. Delibera votata all’unanimità, ma il problema è solo rimandato.

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