Il Coccia riapre sabato e domenica con il pubblico in presenza

«Oggi è un momento di grande importanza: restituiamo il teatro ala città»: così Fabio Ravanelli, presidente della Fondazione Teatro Coccia, ha commentato la ripresa dell’attività in presenza (ma con solo 198 posti complessivi) con la doppia serata (sabato e domenica, ore 21) con “I Corti del Coccia dal vivo”.

E riapre un teatro tutto rinnovato: «Il lockdown – ha detto il sindaco, Alessandro Canelli – ci ha permesso di operare una serie di interventi di messa in sicurezza che di fatto sono stati una sorta di ristrutturazione».

«Dopo l’esperienza di “Alienati” – ha aggiunto il direttore del Teatro Coccia, Corinne Baroni – opera smart working, simbolo della modalità in cui si è vissuto il 2020, abbiamo pensato a una nuova produzione a più mani, affidata a compositori contemporanei, che questa volta potesse essere realizzata in presenza, ma che racchiudesse comunque al suo interno un nuovo modo anche per fruire di cultura, di teatro e di musica. Ci tengo in particolar modo a sottolineare che i compositori hanno donato le loro composizioni, diventando così loro stessi dei veri mecenati della produzione».

Otto compositori, otto drammaturghi, otto diverse ambientazioni, “tutto in una notte”: un filo conduttore che unisce tutte le storie in un’unica opera. Otto brevi racconti in musica per una produzione della durata di poco più di un’ora e mezza. Le musiche sono di Federico Biscione, Alberto Cara, Federico Gon, Paola Magnanini, Salvatore Passantino, Cristiano Serino, Joe Schittino, Marco Taralli. Direttore d’orchestra dell’opera è Margherita Colombo.

Registi e cantanti sono i giovani dell’Accademia dei Mestieri dell’Opera del Teatro Coccia AMO. L’Orchestra è il Giovane Ensemble Guido Cantelli, formata da Ivan Corona, Diego Cristofari, Erika Patrucco, Angelica Seminara, Francesco Bruno, Stefano Raccagni, Davide Agamennone, Davide Cocito, Daniel Ciobanu, Tonino Chiodo e Giorgio Pigni.

Alla riapertura del Teatro corrispondono anche due azioni di mecenatismo verso i giovani e verso il teatro.

Mirato Spa, a partire da quest’opera, si prende carico dell’importo dei biglietti offerti agli Allievi dell’Accademia dei Mestieri dell’Opera AMO, ai Giovani dietro le Quinte e agli studenti delle scuole superiori, università e scuole di musica cittadine, facendosi così promotore presso i più giovani, insieme al Teatro Coccia, dei valori della Cultura e della Musica.

I 9 camerini che affacciano direttamente sul palcoscenico saranno anch’essi oggetto di restyling. I primi 4 al piano terra sono stati già riarredati grazie al contributo della Famiglia Badà. “Chi è di scena è”, infatti, la nuova campagna del Teatro Coccia dedicata a coloro che vogliono contribuire e rendersi artefici del riallestimento di questi luoghi “sacri” dove l’artista diventa personaggio, dove si vivono le emozioni più autentiche fino a solcare la soglia e entrare in scena. “Chi è di scena” è una frase idiomatica nel mondo del teatro, è il momento che precede l’apertura del sipario, con questo progetto i sostenitori entrano di diritto a far parte di questa magia.

Fotogallery di Maurizio Tosi

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