Il Novara pareggia ma potrà solo crescere

Al di là del rammarico per come è finita la “prima volta” del Novara (sì, Novara perché non vogliamo più parlare di ‘nuovo’ Novara o va dicendo: il Novara è sempre solo uno, ora nelle mani di Massimo Ferranti) tra i dilettanti, le sensazioni sono positive: con l’Asti è finita 1-1, ma il Novara è vivo e i suoi tifosi si sono stretti attorno alle maglie azzurre. Più di 1100 abbonamenti, al di là del fatto che i prezzi erano da… Babbo Natale, danno la misura dell’attaccamento alla squadra, un attaccamento che non c’era più da diverso tempo. E vedere in tribuna d’onore personaggi che da anni non si vedevano più ( a partire dal condirettore generale del Banco Bpm, Domenico De Angelis) ha confermato il fatto che Ferranti può contare su una serie di relazioni che i suoi predecessori (compreso l’ultimo Massimo De Salvo) si potevano solo sognare.

Il campionato è lungo, il Novara crescerà ma la più importante vittoria è già stata conseguita.

La partita con l’Asti ha detto che gli azzurri sono ancora indietro di condizione e non potrebbe essere diversamente, ma finché gambe e fiato hanno retto c’è stata una sola squadra in campo. Che non ha fatto faville, ma ha messo in mostra alcune buone individualità (il laterale sinistro Di Masi e il bomber Vuthaj su tutti) sulle quali mister Marco Marchionni sa di poter contare. Il lavora da fare per il mister è tanto, ma il tempo non manca: solo fra un paio di mesi si potrà davvero capire dove questo Novara potrà arrivare.

Per la cronaca, il Novara era passato in vantaggio al 52’ con Vuthaj e si è fatto raggiungere a 3 minuti dalla fine da Piana.

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