Il premio Città d’Arte sbarca al Castello

Sta per alzarsi il sipario sull’edizione numero 17 del prestigioso premio nazionale Città d’Arte di Novara che, quest’anno per la prima volta, avrà la sua sede espositiva nei saloni del Castello di Novara dal 14 al 22 aprile.

Un premio che, nelle parole dell’assessore Valentina Graziosi, «è motivo di orgoglio e rilancio perché l’arte moderna e contemporanea arriva la Castello che, sempre più, stiamo ponendo come centro trainante per la cultura nella nostra città».

La presentazione dell’edizione 2018 si è tenuta oggi, martedì, in Comune nel corso di una conferenza stampa che, grazie a Vincenzo Scardigno – direttore artistico del premio, ha permesso di svelare alcune anticipazioni e novità che caratterizzeranno la 17esima edizione.

Gli spazi più ampi e prestigiosi del castello permetteranno una suddivisione su più sale degli artisti che espongono. «Ispirandomi alla mostra di Vittorio Sgarbi – ha anticipato Scardigno – ho pensato a tre diversi eventi che facciano parte dello stesso contesto. Ecco che nelle sale rosse saranno in mostra gli artisti invitati, in quelle verdi esporranno gli artisti vincitori dello scorso anno e in quelle blu ci sarà ampio spazio agli artisti che concorrono in questa edizione».

Un grande vernissage (il 14 aprile a partire dalle 17) guiderà pubblico e appassionati di arte in un crescendo di emozioni. Si inizia con la body art di Massimo Nardi e si conclude con la performance di musica visual/ art di Andrea Marinelli. Nel giorno dedicato alle premiazioni (il 22 aprile alle 17) il sipario calerà con un finissage tra musica gospel e intrecci di poesia ed espressività contemporanea.

«Abbiamo ricevuto circa 500 richieste di partecipazione all’edizione 2018 del premio – hanno detto gli organizzatori – e abbiamo selezionato circa 100 artisti che, per una settimana, promuoveranno l’arte in tutte le sue forme ed espressioni».

A corredo del premio, è stato pubblicato un catalogo che «ha voluto raccogliere solo il meglio del comitato scientifico del premio, con note critiche per ogni opera».

Valeria Abate

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