Il vescovo a don Zeno: «Basta attività imprenditoriali»

Indagato nell’inchiesta della Procura di Novara su   prostituzione e immigrazione clandestina del residence “Emanuela” di via Ravenna, don Zeno Prevosti (nella foto) viene scaricato anche dalla Diocesi.

Al di là del rituale augurio che «possa essere provata l’estraneità del sacerdote, innocente fino alla eventuale dimostrazione di colpevolezza», di fatto don Zeno si asterrà dall’esercizio pubblico del ministero sacerdotale e, inoltre, non sarà più nemmeno responsabile della parrocchia di Nibbia.

E fin qua siamo nel prevedibile, anche perché già nel 2016 gli erano stati tolti dal vescovo gli incarichi diocesani fino ad allora ricoperti.

Ma sono le ultime righe della nota della Diocesi a dare il segno della presa di distanza: «il vescovo ribadisce la richiesta già fatta a don Zeno di recedere da ogni attività imprenditoriale, secondo quanto previsto dal Codice di Diritto Canonico». Un “invito” che allora non era stato raccolto e proprio le attività imprenditoriali “private” di don Zeno lo hanno messo nei guai. Che farà ora?

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