Il vescovo in Basilica: «Chi dimentica le radici perde il futuro»

« Chi dimentica le radici perde il futuro. La globalizzazione è finita e se non vogliamo vivere la nostra identità, cadendo in campanilismi che dividono, dobbiamo ricuperare un’identità ricca capace di parlare agli altri. Parlare di san Gaudenzio è dire della memoria della nostra città e nella nostra Diocesi»: così si è espresso questa mattina il vescovo di Novara Franco Giulio Brambilla nel suo discorso alla città in occasione della cerimonia per San Gaudenzio.

Un accenno al tema dell’accoglienza: «Se la comunità cristiana di Novara col suo Patrono vuole guardare con fiducia e fierezza verso il futuro, essa saprà farlo, anche in condizione di minoranza, o almeno in un tempo dove comunità religiosa e civile non si sovrappongono più, solo se avrà un’anima “cattolica”. Il Patrono di Novara ci dice che dobbiamo essere una parte eletta di questa città, che rimane “cattolica” se si fa carico appunto di “tutti”. Non dobbiamo avere paura di un’accoglienza “cattolica”. Se guardiamo a quante risorse sperperiamo, ad esempio nel cibo, dobbiamo pensare che un’accoglienza ordinata e guidata, ma generosa e creativa, possa non solo condividere i frammenti che cadono dalla nostra tavola, ma aggiungere stabilmente un posto per molti che hanno bisogno».

Ha così concluso il vescovo: « Nella sua biografia san Gaudenzio diventa, nello scambio di previsioni con Ambrogio, profeta di futuro. Profeta del destino della città di Novara, “terra di mezzo” fra la Lombardia e il Piemonte. Così è stata la storia di Novara e della sua Diocesi, talora legata alla Lombardia (si pensi solo a Pier Lombardo di Lumellogno), talaltra connessa al Piemonte, ma in realtà sempre ponte sull’asse Milano e Torino, “terra di mezzo” tra due culture, cerniera tra due grandi storie, quella del Nord Italia e quella della Savoia e della Francia. In altre parole, la profezia di futuro di san Gaudenzio, patrono di Novara e della sua Diocesi, è di far del territorio novarese e della vita operosa della sua gente la direttrice cardine del Piemonte Orientale. Verso il Nord Europa e verso il Sud Mediterraneo, la direttrice naturale passa da Novara, come da Novara passa l’asse che dalla Spagna attraversa la Francia meridionale, per solcare tutta la pianura Padana, e irradiarsi verso i paesi dell’Est Europa. Due assi cartesiani che fanno di Novara un crocevia di futuro, non solo per la prosperità della sua terra, ma anche per la promozione della spiritualità, della carità, della cultura, del turismo, dello scambio sociale, del meticciato delle culture. San Gaudenzio – Patrono di Novara – candida la nostra città alla sua vocazione europea, perché il futuro passa anche da qui».

Fotogallery di Maurizio Tosi

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