Inaugurata all’ospedale di Novara la nuova area di degenza intensiva finanziata da Fondazione De Agostini

Sette nuovi posti letto in un’area di degenza intensiva: sono stati inaugurati oggi, mercoledì, all’azienda ospedaliero-universitaria di Novara, finanziati con 500 mila euro dalla Fondazione De Agostini. La nuova struttura consente all’Aou di Novara di potenziare i servizi sanitari e le prestazioni ad elevata intensità di cura in modo da essere pronta ad affrontare eventuali situazioni di emergenza epidemica, garantendo nel contempo una assistenza adeguata a tutti i malati afferenti al Pronto Soccorso. La nuova area, già in funzione, realizzata nei locali adiacenti alla Struttura di medicina e chirurgia d’accettazione e d’urgenza, diretta dal prof. Giancarlo Avanzi, Rettore dell’Università del Piemonte Orientale, è stata pensata come una struttura flessibile, adattabile alle esigenze che d volta in volta si verranno a presentare. E’ stata realizzata in tempi molto rapidi, con i lavori iniziati il 14 aprile e ultimati ai primi di luglio.

La struttura è dotata di tecnologie avanzate, a partire dai monitor multiparametrici per arrivare ai ventilatori sia per la terapia subintensiva che per terapia intensiva. É previsto un trattamento dell’aria all’avanguardia, in grado di garantire una modulazione della pressione interna dei locali e un numero molto elevato di ricambi dell’aria. Vi sono poi due camere di isolamento per pazienti con particolari necessità.

Grazie all’impegno degli informatici dell’Aou di Novara e dell’Università del Piemonte orientale c’è un programma di gestione dei posti letto e di segnalare eventuali alterazioni vitali dei pazienti e la trasferibilità verso reparti a più bassa o più alta intensità di cura: è così garantito un continuo flusso di informazione tra tutti i reparti dell’ospedale.

La privacy è garantita da pannelli che hanno un sistema di auto-significazione interno, per cui ogni volta che vengono riavvolte hanno un procedimento di sanificazione a raggi ultravioletti.

La nuova area è stata particolarmente apprezzata dall’assessore regionale Luigi Icardi: «A febbraio ci siamo trovati di fronte a una significativa incertezza scientifica; oggi ne sappiamo di più ma abbiamo dovuto superare difficoltà enormi da superare. Soprattutto perché avevamo solo 287 posti di terapia intensiva e siamo riusciti a raddoppiarli: abbiamo dato una risposta di grande efficacia, chi aveva bisogno è stato curato.

In più,  la popolazione piemontese ha dato grande prova di solidarietà e l’inaugurazione di oggi dimostra come imprenditori illuminati come De Agostini sappiano dare il loro contributo».

Anche il sindaco Alessandro Canelli si è soffermato sulla questione della collaborazione: «Guardiamo con fiducia al futuro : sappiamo che bisognerà avere ancora a che fare con il virus, ma lavorando tutti insieme, ognuno facendo la propria parte con grande spirito di collaborazione, ce la faremo».

Il tema della ricerca è stato affrontato dall’assessore regionale Matteo Marnati: « Stiamo aspettando che il Ministero sblocchi i fondi (10 milioni di euro che ho messo da parte) per progetti di ricerca dell’Università».

Mario Minola, Direttore Generale dell’Aou, ha dichiarato: »La donazione della Fondazione De Agostini, che fa seguito ad altri significativi interventi realizzati nel recente passato, ci consente di avere a disposizione una struttura permanente, modulabile a seconda delle esigenze, di fondamentale importanza non solo per gestire le situazioni d’emergenza epidemica, ma anche per garantire un’immediata risposta in termini di intensità di cura ai pazienti in arrivo al Pronto soccorso».

Da parte sua, Roberto Drago, Presidente della Fondazione De Agostini, ha commentato: «Sono molto soddisfatto di essere qui oggi per inaugurare ufficialmente questo reparto. Il nostro Paese ha affrontato mesi drammatici e attraverso la Fondazione De Agostini abbiamo deciso di investire sul Servizio Sanitario Nazionale, dotando l’Ospedale Maggiore di Novara di una struttura all’altezza dei nuovi bisogni che si potranno manifestare. La nuova terapia intensiva è la dimostrazione che il Paese sta ripartendo con la consapevolezza di una nuova normalità. La pandemia ha, infatti, messo a dura prova i cittadini che hanno dovuto affrontare momenti difficili; gli operatori sanitari, che hanno lavorato incessantemente; le imprese e i lavoratori, colpiti dalla crisi che ne è scaturita; le istituzioni. Grazie all’impegno di tutti, ai sacrifici, alla coesione sociale e alla solidarietà che si è attivata tra pubblico e privato, il nostro territorio ne esce rafforzato e sicuramente più capace di affrontare le incognite del futuro».

Il prof. Giancarlo Avanzi, Direttore della Struttura di Medicina e chirurgia d’accettazione e d’urgenza dell’AOU di Novara e Rettore dell’Università del Piemonte Orientale, ha aggiunto: «Sono particolarmente grato alla Fondazione De Agostini e alla Direzione Generale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria per aver, con determinazione, voluto e rapidamente realizzato questa magnifica unità nata per fronteggiare l’emergenza Covid-19 ma che tutti ci auguriamo possa essere presto adibita ad esclusiva unità a supporto a tutta la casistica di Pronto soccorso. La struttura, oltre ad avere un altissimo valore assistenziale soprattutto se si dovesse profilare una ripresa dell’epidemia, completando le previste articolazioni della medicina d’urgenza, offre una grande opportunità didattica in quanto studenti delle professioni sanitarie, futuri medici e specializzandi dell’Università del Piemonte Orientale, affiancati dai medici e dagli infermieri altamente preparati già operativi al suo interni, potranno perfezionare le loro competenze nell’ambito della medicina critica contribuendo, anche con la loro presenza, a far assurgere questa nuova entità a punto di riferimento per l’intero quadrante».

Fotogallery di Maurizio Tosi

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