La crisi del Pd e della sinistra secondo Antonio Malerba

Dopo quello di Sergio Vedovato, ecco un altro intervento sulla crisi del Pd e, più in generale, della sinistra: è di Antonio malerba, già sindaco socialista della città e candidato sconfitto da Massimo Giordano nel 2001.

 

In attesa di un dirigente politico del PD dotato di sufficiente onestà intellettuale capace di pronunciare queste poche parole:

«C’è chi a vent’anni sa che vivrà peggio di suo padre e di suo nonno. C’è chi, a trenta, passa da un contratto precario all’altro. C’è chi, a quaranta, si è visto arrivare una lettera dell’Inps che gli dice che andrà in pensione a settant’anni con una miseria. C’è chi a cinquanta si ritrova senza lavoro, senza ammortizzatori sociali e senza prospettive. C’è chi a sessanta fa i conti se può o non può permettersi di andare dal medico. C’è chi a settanta non può fare altro che dare un po’ della sua pensione ai nipoti.

Gli abbiamo parlato con una lingua che non capiscono, raccontandogli cose a cui non credono. Gli abbiamo detto che l’Europa è bellissima, ma per loro è un fantasma lontano che chiede solo sacrifici; gli abbiamo detto che gli immigrati sono indispensabili, ma loro vedono solo concorrenti per lavori sempre più miseri e incerti; gli abbiamo detto che l’accoglienza dei migranti è doverosa ma senza un progetto loro vedono sempre più insicura la vita quotidiana; gli abbiamo detto che i diritti sono meravigliosi, ma senza le risorse per esercitarli non sanno che farsene; gli abbiamo detto che il Pil cresce, ma si accorgono che gonfia solo le tasche di alcuni; gli abbiamo detto che saremo stati tutti concorrenti di una bella competizione globale, ma per loro si è risolta in un massacro di chi è più debole.

Intanto abbiamo smantellato i partiti, i sindacati, le associazioni, perché bastavano i leader. Abbiamo chiuso i giornali e mandato a quel paese i professori perché bastavano i tweet e le belle cravatte. 

Abbiamo lasciato passare che montasse l’intolleranza, il razzismo, il culto dell’ignoranza, l’individualismo disperato, perché non riuscivamo a capire, non volevamo capire, e ci siamo accontentati di qualche battuta e un’alzata di spalle».

Non ci hanno riconosciuto, non sanno più nemmeno chi siamo.

La sinistra non prendeva così pochi voti dal 1913.

Abbiamo perso tutti, e male. 

Per poter anche solo immaginare di tornare a competere in futuro, bisognerà studiare, ascoltare, capire, progettare e parlare di idee e programmi. Sarà lunga, lunghissima, una traversata tra gli sputi e gli sberleffi, e bisognerà farsela tutta”.

Fortunatamente, il desiderio e il bisogno di un mondo migliore non si esaurisce con noi.

Antonio Malerba

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