La Festa della Liberazione ai tempi del coronavirus

Una ricorrenza del 25 Aprile tutta particolare, quella che è stata celebrata oggi, sabato: a deporre una corona al Broletto, dove c’è il monumento ai caduti per la libertà, c’erano solo il sindaco Alessandro Canelli e la presidente provinciale Anpi Michela Cella (nella foto).

«E’ un 25 Aprile del tutto anomalo rispetto al solito – ha detto Canelli – Le restrizioni e i divieti dovuti all’emergenza sanitaria che stiamo vivendo non ci ha permesso di celebrare, come ogni anno, questa importante festività. In un momento come questo, il mio ringraziamento è rivolto a tutti coloro che, con grande impegno e spirito di sacrificio, stanno contribuendo a superare questo periodo per riconquistare quella libertà cui eravamo abituati prima di questo virus. Difficile non vedere analogie con quel lontano periodo: persone che fanno grandi sacrifici e lottano per superare le difficoltà e portare il nostro Paese alla rinascita e alla ripartenza».

Federico Binatti

«Le date, quelle delle commemorazioni di eccidi o battaglie in cui sono caduti partigiane e partigiani o delle celebrazioni, come quella del 25 Aprile e del 2 giugno – conclude Michela Cella, Anpi Novara – non sono e non devono essere mai momenti di mero ricordo. “25 aprile sempre”, è una delle espressioni che preferiscono tutti i sinceri cittadini democratici e antifascisti, perché ogni giorno ci si sente chiamati all’impegno, alla partecipazione attiva, allo schierarsi dalla parte della libertà e dei diritti. Ora come allora. L’antifascismo deve continuare a vivere nei nostri cuori perché nel mondo il fascismo, la violenza, il razzismo, la prevaricazione e l’ingiustizia sembrano sempre voler rialzare la testa. Il 25 aprile è e resterà la Festa della Liberazione dal nazifascismo».

Per il presidente della Provincia, Federico Binatti, «25 Aprile significa, oltre a libertà, anche sacrificio e impegno per sé e, soprattutto, per gli altri. Questi sono i valori che, ogni giorno da due mesi a questa parte, l’Italia tocca con mano da parte di diverse categorie: medici, infermieri, addetti alle pulizie negli ospedali e nelle strutture sanitarie, dipendenti pubblici, personale dei trasporti, volontari delle associazioni, forze dell’ordine, lavoratori di aziende che hanno comunque stretto i denti e proseguito nella loro attività. Persone, queste, che, oggi come nel passato che oggi si commemora, vivono l’emergenza in prima linea per restituirci la salute e la sicurezza, mettendo ogni giorno un importante mattone per ricostruire, consentirci di poter ripartire e di tornare a essere liberi».

Galleria fotografica di Maurizio Tosi

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