La nonna di Leonardo: «Sei un piccolo martire che protegge tutti i bambini»

«Sei un piccolo martire che proteggi tutti i bambini, sei già un santo»: con queste parole Tiziana Saliva, la nonna del piccolo Leonardo,  ucciso giovedì, ha dato l’addio al nipotino, davanti alla bara già posizionata sul carro funebre che avrebbe portato il feretro al cimitero di Novara.
E alla folla che aveva voluto seguire le esequie ha detto solo «Grazie a tutti», mentre palloncini bianchi volavano in cielo.

Sonia Russo, la mamma del piccolo (accusata di omicidio volontario pluriaggravato insieme al suo compagno, Nicholas Musi) non ha partecipato, oggi pomeriggio,  martedì, ai funerali del suo bambino. Ha preferito salutarlo per l’ultima volta questa mattina, da sola, nella camera ardente: una carezza, due parole sussurrate.

Un applauso e tante lacrime hanno accolto la piccola bara di Leonardo all’entrata in un Duomo affollatissimo dove di sono celebrati i funerali. Nei commenti di chi attendeva si alternavano due sentimenti: la rabbia nei confronti di una mamma che non aveva saputo difendere il suo piccolo e il tentativo di ritenerla una vittima di Nicholas, ritenuto il vero responsabile dell’omicidio.

  Le esequie sono state celebrate dal vescovo di Novara, Franco Giulio Brambilla: «Siamo qui attoniti, feriti e con nel cuore un dolore indicibile di fronte alla terribile tragedia che si è abbattuta sul piccolo Leonardo. Una vita appena sbocciata, indifesa, bussava alla porta del mondo per avere una casa e invece ha trovato miseria e violenza umana. Invochiamo la forza del Signore, perché ogni giorno diventiamo portatori di vita e non distratti consumatori di cose: questo tempo, il nostro tempo, sta tornando ad essere come il mondo antico, dove le donne e i bambini erano una proprietà del padrone di casa e, quando non servivano più, venivano eliminati».
« I bambini non sono cosa, ma dono per noi, non sono proprietà, ma scommessa per la vita, non sono neppure un mezzo della nostra felicità, ma un punto di domanda che chiede di sedere al banchetto della gioia – ha aggiunto – Tutti parlano del bene supremo del minore, ma nella vita concreta il piccolo è ancora un ingombro alla nostra voglia di libertà capricciosa, al nostro calendario pieno di svaghi, al nostro bisogno di viaggi e divertimenti. Il bambino spesso mette a nudo la nostra immaturità. Il bimbo oggi deve servire al desiderio dei genitori: lo si vuole bello, prestante, sportivo, intelligente, è il nostro io che si specchia nell’altro, mettendogli talvolta sulle spalle uno zaino pesante. No, il bimbo ci chiede di accoglierlo così com’è, semplice, duttile, pieno di voglia di vivere, desideroso di giocare».

Fotogallery di Maurizio Tosi

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