La Questura: «La rapina al “Punto Snai” opera di criminali di grande spessore»

Avevano organizzato fin nei minimi particolari la rapina al ‘Punto Snai’ di via San Francesco a Novara, avvenuta il 19 ottobre, ma non avevano fatto i conti con la ribellione dei clienti: uno dei malviventi era stato fermato nell’immediatezza dei fatti da alcuni energumeni presenti in sala corse; gli altri due rapinatori sono stati identificati dalla Squadra Mobile della Questura di Novara e uno di loro è finito in carcere e l’altro è stato denunciato a piede libero.
«Abbiamo impegnato tutte le nostre risorse per individuare gli altri due malviventi – spiega Valeria Dulbecco, dirigente della Mobile novarese – perché ci siamo resi conto di trovarci di fronte a una banda di professionisti, con uno spessore criminale notevole». E infatti sia B. M. G., 59 anni, bloccato subito quella sera, che i due cognati identificati successivamente (C. R., 44 anni e D. M., 36 anni) erano ben noti alle forze dell’ordine; B. M. G., addirittura, era in libertà vigilata.
I tre, tutti residenti a Milano, il giorno precedente avevano fatto un sopralluogo in zona e il 19 ottobre erano tornati a Novara, con un furgone ‘pulito’ e due scooter rubati. Hanno parcheggiato il mezzo in via Belletti e poi in moto hanno raggiunto il ‘Punto Snai’. Armati con una pistola e due teaser hanno rapinato 13 mila euro: Due colpi di pistola, spararti a terra, hanno colpito di rimbalzo due clienti e un altro colpo, partito inavvertitamente, ha ferito a una mano un rapinatore. Poi hanno cercato di fuggire: in due ce l’hanno fatta, il terzo no.
Con l’aiuto delle immagini delle telecamere della sala corse e delle zone circostanti gli investigatori hanno ricostruito quanto accaduto e, incrociando vari dati e altri elementi d’indagine, sono riusciti a risalire agi due complici. C. R., tra l’altro, per un periodo aveva diviso il carcere con B. M. G.

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