La Regione raddoppia lo stanziamento per il Coccia: 1,5 milioni in tre anni

Un milione e mezzo di euro in tre anni: è questo il finanziamento che la Regione Piemonte ha assegnato al Teatro Coccia di Novara (unico teatro di tradizione della regione), raddoppiando così la cifra solitamente stanziata (250 mail euro all’anno).

Lo ha annunciato questa mattina, martedì, a Novara il presidente del Piemonte Alberto Cirio, insieme al consigliere regionale novarese Riccardo Lanzo.

«Non c’è crescita economica senza crescita culturale – ha spiegato Cirio – Per questo abbiamo deciso di intervenire con questo stanziamento, perché crediamo in un progetto di sviluppo e di formazione. Un patto tra Regione e teatro che diventa importante per tutto il territorio, per il tessuto artistico, economico e occupazionale».

Cirio ha ricordato anche i 10 milioni stanziati per tutti quei lavoratori, in particolare del teatro e del cinema, che non sono stati ricompresi nella politica di ristori del governo, ‘’10 milioni che vedremo di andare ad aumentare’’.

«La cultura rappresenta uno straordinario volano per la crescita di una regione e il Coccia, quale teatro di tradizione, è un’eccellenza da sostenere e valorizzare affinché possa continuare a produrre contenuti innovativi come già sta dimostrando di fare, ancora più strettamente connesso e vicino alle realtà cittadine e non solo» ha aggiunto Lanzo

Il sindaco Alessandro Canelli ha sottolineato come «il Coccia aveva due seri problemi: uno economico-finanziario (come tutte le istituzioni culturali italiane) e uno strutturale. Come amministrazione comunale abbiamo investito 1,2 milioni di euro per mettere a norma il teatro, mentre per provare a risolvere i problemi economici abbiamo provveduto a un aumento delle entrate. E grazie alla Regione direi che abbiamo fatto un buon lavoro».

Un buon lavoro è quello che è stato fatto dallo staff della direttrice Corinne Baroni, come ha ricordato il presidente della Fondazione Teatro Coccia, Fabio Ravanelli. «Un anno dopo la chiusura di tutti i teatri ci ritroviamo sempre allo stesso punto. Ma siamo ancora qui, puntando su tre fattori: resilienza, creatività, innovazione».

Fotografie di Maurizio Tosi

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